Cina: le storie di tre ex servi della gleba dallo Xizang (3)

SHANNAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Tsering Samdrup pulisce macchinari agricoli nella sua casa nella cittadina di Samyai, a Shannan, nella Regione autonoma sud-occidentale cinese dello Xizang, il 25 marzo 2026.

Tsering Samdrup, 83 anni, ex servo della gleba, si gode ora una vita felice. Vive in una spaziosa e luminosa casa in stile tibetano a due piani. Sua nipote ha costruito un albergo su un terreno di proprietà della famiglia, vicino a una strada commerciale nella cittadina di Samyai, con un reddito annuo superiore a 100.000 yuan. Quando parla della sua vita attuale, Tsering è pieno di gratitudine. “Una vita così bella era qualcosa che nel vecchio Xizang non osavamo nemmeno immaginare”, ha detto Tsering.

Ricordando le difficoltà del passato, le parole di Tsering sono piene di amarezza. Il padre di Tsering era un sarto che confezionava vestiti e scarpe per i proprietari dei servi e le famiglie benestanti, eppure lui stesso poteva indossare solo abiti rattoppati e contava su magri guadagni per mantenere la famiglia. Anche sua madre era una serva della gleba, che trascorse tutta la vita in servitù, con solo tre o quattro giorni di riposo durante il Capodanno. “Nel vecchio Xizang non avevamo alcuna libertà. Non avevamo nemmeno il diritto di vivere fino alla vecchiaia”, ha lamentato Tsering. Ancora peggio, la generazione più anziana non era in grado di insegnare ai figli a leggere, lasciando la prole immersa nell’analfabetismo e nella sofferenza nei vecchi tempi.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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