FAO: capo economista invita alla cooperazione globale sulla sicurezza alimentare

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – L’aumento dei prezzi, più che la carenza di cibo, rappresenta attualmente il rischio maggiore per la sicurezza alimentare globale, ha riferito un esperto delle Nazioni Unite (ONU) in una recente intervista a Xinhua.

Intervenendo alla vigilia del Forum mondiale dell’alimentazione, il capo economista dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) Maximo Torero ha chiesto un migliore coordinamento e una maggiore innovazione per rendere i sistemi agroalimentari più resilienti agli shock.

I prezzi dei generi alimentari includono ora un “premio per il rischio”, ha dichiarato Torero, e aumentano non perché il cibo scarseggi, ma perché i mercati temono future carenze.

Le interruzioni nello Stretto di Hormuz, una rotta utilizzata per il trasporto di fino al 30% dei fertilizzanti commercializzati a livello internazionale, le nuove restrizioni alle spedizioni di cereali nel Mar Nero e una probabilità del 90% che si verifichi un forte El Niño stanno tutti contribuendo ad aumentare i rischi, ha spiegato.

La pressione è già evidente. L’Indice FAO dei prezzi alimentari, un parametro di riferimento per i prezzi internazionali delle materie prime alimentari, si è attestato in media a 136,0 punti a settembre, in aumento dell’1,5% rispetto ad agosto e del 5,8% rispetto a un anno prima.

Torero ha dichiarato che la situazione è più complessa rispetto al 2022, quando altri esportatori riuscirono a compensare rapidamente la perdita dei cereali ucraini. L’approvvigionamento del 25-30% dei fattori di produzione agricola è ora soggetto a restrizioni e occorrono dai cinque ai dieci anni per creare nuova capacità produttiva di fertilizzanti.

Gli agricoltori stanno utilizzando meno urea, il che potrebbe ridurre le rese future, e stanno passando dalle coltivazioni di grano e mais a quelle di soia. Con l’aumento dei costi di trasporto e le restrizioni anche alla navigazione attraverso il Canale di Panama e il Mar Rosso, “ci stiamo muovendo verso un mondo in cui ci si prepara a ogni eventualità”, ha dichiarato.

Le scorte globali di cereali restano comunque abbondanti, ha affermato Torero, con la FAO che prevede un rapporto tra scorte e consumo del 31,7% per la stagione 2026/27. Il problema più urgente è l’accessibilità economica degli alimenti: i primi a essere colpiti saranno i Paesi importatori netti di prodotti alimentari in Africa, alcuni in Asia e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo.

Poiché occorrono dai tre ai sei mesi prima che i costi delle materie prime si riflettano sui prezzi al dettaglio, i consumatori ne avvertiranno l’impatto a partire dalla fine di quest’anno. Il mondo non si trova ancora in una crisi alimentare, ma la situazione si sta lentamente deteriorando, ha avvertito Torero.

L’esperto ha sottolineato che la Cina, il maggiore produttore e consumatore mondiale di prodotti alimentari e uno dei principali importatori, si sta preparando ad affrontare i rischi sia naturali sia geopolitici diversificando le importazioni, mantenendo aperto il proprio mercato e migliorando la gestione delle scorte.

Le esportazioni cinesi di urea stanno contribuendo a ridurre i prezzi, ha osservato, esprimendo l’auspicio che questo trend continui ed esortando i principali produttori e importatori a non distorcere i mercati né a limitare le esportazioni dei fattori di produzione agricola.

Per rafforzare la resilienza, Torero ha chiesto un coordinamento più stretto tra banche di sviluppo, istituzioni finanziarie e donatori. Ha inoltre sollecitato maggiori investimenti in alternative ai fertilizzanti, come l’ammoniaca verde, in un uso più efficiente dei fertilizzanti, nelle energie rinnovabili per l’agricoltura e in previsioni più accurate.

La sua posizione richiama il tema del Forum mondiale dell’alimentazione 2026, “Innovare oggi. Nutrire domani”. Il suo evento principale, attualmente in corso presso la sede della FAO a Roma dall’8 al 16 ottobre, riunisce giovani, scienziati e investitori, con 38 Paesi che presentano opportunità di investimento.

Il sistema agroalimentare ha resistito a ripetuti shock negli ultimi anni, ma “c’è un limite alla resilienza”, ha sottolineato Torero. Mentre non è possibile evitare El Niño, i conflitti possono essere evitati e “in questo momento dobbiamo monitorare ogni rischio”, ha dichiarato l’esperto.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS)

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