PISA (XINHUA/ITALPRESS) – Nel Laboratorio di interazione uomo-robot della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in Italia, i ricercatori stanno testando un dispositivo esoscheletrico che converte il movimento umano in dati.
Per Antonio Frisoli, professore della Scuola Superiore Sant’Anna, il dispositivo riflette un obiettivo più ampio: progettare robot che lavorino con le persone, anziché limitarsi a sostituirle.
“Gli esoscheletri rappresentano il livello più alto di simbiosi tra esseri umani e robot”, ha detto Frisoli. A differenza dei robot industriali tradizionali, un esoscheletro viene indossato sul corpo e si muove insieme all’utente. “Deve adattarsi al corpo e far sentire l’utente sicuro e a proprio agio”.
Cristian Camardella, ricercatore presso l’Istituto di intelligenza meccanica, ha detto che il laboratorio sviluppa robot per la riabilitazione, robot indossabili ed esoscheletri, oltre a tecnologie di feedback aptico e teleoperazione, che consentono agli utenti di percepire o controllare azioni a distanza.
In una sala del laboratorio, Camardella ha mostrato un esoscheletro per la mano progettato per la riabilitazione. Indossato sulla mano di un paziente, aiuta ad aprire e chiudere ogni dito. Il sistema è collegato a un programma di allenamento simile a un gioco, in cui l’esoscheletro guida il movimento delle dita mentre il paziente gioca a un flipper.
Camardella ha detto che i pazienti colpiti da ictus hanno spesso bisogno di un allenamento intensivo della mano nelle prime fasi della riabilitazione. Il dispositivo può funzionare in modalità passiva, muovendo le dita entro un intervallo prestabilito, oppure in modalità assistita, sostenendo gli sforzi del paziente nel movimento.
L’esoscheletro per la mano è ancora in fase di sviluppo e test, e il team si prepara a inviarlo a un ospedale di Roma per le sperimentazioni cliniche. Il laboratorio sta inoltre sviluppando esoscheletri occupazionali in grado di sostenere gli arti superiori o la schiena e aiutare i lavoratori a ridurre lo sforzo fisico durante attività di sollevamento, piegamento o trasporto.
“La chiave è fare in modo che la tecnologia si adatti davvero alle persone”, ha detto Frisoli. Il valore di un esoscheletro, ha aggiunto, dipende non solo dalla forza che fornisce, ma anche dal fatto che sia leggero, confortevole, sicuro e affidabile negli ambienti reali.
Quanto ai legami e alla cooperazione con la parte cinese, la Scuola Superiore Sant’Anna mantiene da tempo rapporti con le università cinesi. Nel 2008 ha istituito l’Istituto Confucio di Pisa insieme alla Chongqing University. Frisoli ha ricordato che quello fu anche il momento in cui iniziò a studiare cinese. Oggi è direttore italiano dell’istituto.
Frisoli ha detto che la Cina sta avanzando rapidamente nelle catene di fornitura della robotica, nell’integrazione dei sistemi, nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale e nella diffusione in scenari reali. Ha espresso l’auspicio di una cooperazione più forte con università, istituti di ricerca e imprese cinesi nella robotica riabilitativa, negli esoscheletri e nella robotica incarnata, un settore che combina l’intelligenza artificiale con robot capaci di interagire con il mondo fisico.
Camardella ha detto che il laboratorio ha sviluppato molti prototipi di ricerca che spera di avvicinare ad applicazioni reali. Il team ha già presentato alcuni dispositivi robotici per la riabilitazione al Zhongguancun Forum, con l’obiettivo di comprendere meglio le esigenze applicative attraverso gli scambi.
Durante le visite in Cina, il team ha visto un ecosistema dell’innovazione disposto a investire e a cooperare nella diffusione della tecnologia, ha detto Camardella.
La trasformazione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale e dalla robotica non può essere portata avanti da un solo Paese, ha detto Frisoli, aggiungendo che la cooperazione internazionale aiuterà la robotica a servire meglio la salute, il lavoro e la vita quotidiana delle persone.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).





















