SHENZHEN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il produttore cinese di droni DJI ha accolto con favore, nella giornata di ieri, la decisione di una corte d’appello statunitense di riesaminare i suoi presunti legami con l’esercito cinese, affermando di aspettarsi di “ristabilire la verità dei fatti con il proseguire del procedimento”.
Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) aveva inserito per la prima volta DJI, nell’ottobre 2022, nella propria black list delle presunte aziende militari cinesi.
DJI ha intentato una causa contro il DoD nell’ottobre 2024. Nel 2025, un tribunale statunitense di grado inferiore si è pronunciato a favore del DoD, spingendo DJI a presentare ricorso.
L’ordinanza, emessa venerdì scorso dalla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia, ha stabilito che il tribunale di grado inferiore aveva commesso un errore basandosi esclusivamente sulla documentazione non classificata per concludere che DJI contribuisse alla base industriale della difesa cinese. Il caso è stato rinviato al tribunale di grado inferiore per ulteriori procedimenti.
In una nota, DJI ha affermato che la conclusione del tribunale “rappresenta un passo significativo verso la correzione di una designazione ingiustificata”, ribadendo di essere un’azienda non militare e di aver fermamente condannato l’uso dei propri prodotti in combattimento, adottando misure concrete per impedirlo.
Secondo quanto affermato dall’azienda, il DoD ha inserito DJI nella lista senza prove sufficienti né un giusto procedimento, causando alla società notevoli danni alla reputazione e perdite commerciali.
DJI è uno dei principali produttori di droni al mondo e, secondo le statistiche, i suoi prodotti rappresentano oltre la metà del mercato statunitense dei droni commerciali. Secondo l’azienda, nel solo 2023 DJI ha contribuito per 515 milioni di dollari al settore agricolo degli Stati Uniti.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).





















