MILANO (XINHUA/ITALPRESS) – Dalle sedi alpine sulle montagne innevate italiane fino alle strade di Milano, le Olimpiadi invernali 2026 hanno attirato l’attenzione del mondo, mettendo anche in evidenza una crescente presenza cinese, sul ghiaccio e non solo.
La Cina ha inviato a Milano-Cortina una delegazione di 286 membri, la più grande delegazione cinese a un’Olimpiade invernale all’estero fino ad oggi. Le dimensioni della squadra riflettono ambizione sportiva e una fiducia maturata da quando Pechino ha ospitato i Giochi quattro anni fa.
Su neve e ghiaccio, gli atleti cinesi hanno regalato momenti di determinazione e di successo. Lo snowboarder Su Yiming ha aperto il medagliere della Cina con un bronzo nel big air maschile, completando il set completo di medaglie olimpiche. La stella del freeski Gu Ailing ha conquistato medaglie d’argento nello slopestyle e nel big air femminili, mentre il pattinatore di velocità Ning Zhongyan ha ottenuto la prima medaglia olimpica della Cina nei 1.000 metri maschili.
Il fragore di Pechino 2022 si è gradualmente affievolito, ma l’impronta della Cina nel movimento olimpico non è scomparsa. Si è estesa alla tecnologia, alla cultura e alla vita quotidiana olimpica, e Milano-Cortina ha offerto un chiaro spaccato di come gli elementi cinesi continuino a risuonare sulla scena globale.
LA TECNOLOGIA POTENZIA I GIOCHI
Una visita al sito ufficiale di Milano-Cortina 2026 offre un indizio immediato. Il sito presenta Olympic AI, descritto come il primo modello linguistico ufficiale di grandi dimensioni impiegato a un’Olimpiade. Il sistema è basato su Qwen, un modello di base sviluppato dall’azienda tecnologica cinese Alibaba.
“Grazie alla tecnologia cloud di Alibaba e a Qwen, quelli di Milano-Cortina 2026 saranno i Giochi più intelligenti della storia, offrendo operazioni smart, maggiore coinvolgimento e nuove possibilità per il movimento olimpico”, ha dichiarato la presidente del CIO, Kirsty Coventry.
Per le delegazioni che si muovono tra grandi volumi di norme su accreditamento, alloggi e logistica, le barriere linguistiche sono da tempo una sfida silenziosa.
Grazie alle capacità multilingue di Qwen in 119 lingue, Olympic AI consente a dirigenti e atleti delle varie squadre di porre domande nelle loro lingue native e ricevere risposte istantanee, agevolando preparativi e operazioni quotidiane.
All’interno del Villaggio olimpico, la postazione per lo scambio di spille alimentata dall’IA di Alibaba Cloud è diventata un punto di incontro sociale. Dotata di una piscina di palline riempita di capsule contenenti distintivi e di bracci robotici, trasforma una tradizione olimpica di lunga data in un’esperienza ludica guidata dalla tecnologia.
Gli atleti inseriscono una delle loro spille in una capsula, la rilasciano nella piscina, utilizzando gesti o comandi vocali nelle rispettive lingue per controllare un braccio robotico e recuperarne un’altra. Alimentato dal riconoscimento vocale e di gesti basato sull’IA, il sistema combina tecnologia e suspense di un’estrazione alla cieca.
Per gli spettatori di tutto il mondo, l’innovazione cinese sta anche plasmando il modo in cui lo sport viene mostrato. Le gare ad alta velocità sulla neve possono risultare difficili per le emittenti, che devono seguire gli atleti su una superficie bianca e mostrare in maniera nitida acrobazie aeree complesse.
A Milano-Cortina 2026, le emittenti stanno utilizzando un sistema sviluppato da ingegneri cinesi che produce fermo-immagine “bullet-time”. Il sistema consente ai filmati di fermarsi, ruotare attorno a un atleta in volo e riprodurre le sequenze da più angolazioni.
La tecnologia è stata impiegata in dieci sedi, coprendo oltre due terzi di tutte le competizioni, tra cui sci alpino, salto con gli sci e hockey su ghiaccio. Mentre gli atleti inseguono margini di un centesimo di secondo, questi sistemi, basati su codici e dati piuttosto che sulla forza fisica, sono diventati parte dei Giochi.
Marchi cinesi sono visibili anche a Milano e sulle Alpi. In Piazza del Duomo, il partner olimpico globale TCL ha illuminato un albero a tema olimpico riadattato dal nord Italia e ha realizzato un parco invernale con cinque case di ghiaccio a tema continentale. All’interno, i visitatori possono vedere esposizioni tra cui televisori LED ispirati ai teatri d’opera classici.
“È possibile immergersi nel pattinaggio artistico come se si fosse seduti a bordo pista”, ha dichiarato l’amministratore delegato di TCL Technology, Wang Cheng, aggiungendo che TCL ha fornito infrastrutture smart nelle sedi e nel Villaggio olimpico, dagli schermi e sistemi audio ai dispositivi di AR e VR.
“Milano-Cortina 2026 è solo l’inizio”, ha affermato Wang. “L’innovazione tecnologica portata dalle aziende cinesi continuerà a immettere nuovo slancio nello sport globale”.
Persino oltre le sedi, il “Made in China” è facile da individuare, dai cartellini delle mascotte ufficiali all’abbigliamento a Livigno, e dai veicoli elettrici agli smartphone, riflettendo la profondità dei legami commerciali sino-italiani.
RISONANZA CULTURALE
Se la tecnologia fornisce la struttura, la cultura crea l’atmosfera.
Al Villaggio olimpico, alcuni atleti che non conoscono il cinese hanno imparato a scrivere il carattere “Fu”, simbolo di buon auspicio, nella speranza che possa portare loro fortuna in gara. Altri hanno suonato piccole campane per augurarsi un felice Capodanno cinese.
Questo spirito di scambio è passato anche attraverso la China House, una delle principali piattaforme dei Giochi per la divulgazione culturale. Dall’apertura il 4 febbraio, la struttura ha attirato visitatori internazionali e residenti locali.
Nelle sue sale espositive, gli spettatori italiani hanno provato i ritagli di carta a tema ghiaccio, l’intreccio di nodi e la lavorazione di statuine di zucchero. La calligrafia tradizionale cinese, l’incisione di sigilli e i distici si affiancano a elementi di design italiano, creando un silenzioso dialogo tra culture.
Una mostra sulla cultura sportiva cinese, aperta per tutta la durata dei Giochi, espone anche più di 60 manufatti provenienti dal Museo cinese dello sport. Attraverso immagini, reperti e display immersivi, ripercorre il lungo rapporto della Cina con il ghiaccio e la neve, non solo nelle competizioni, ma anche come svago e nella vita quotidiana.
La mostra mette in evidenza anche sport tradizionali come arti marziali, competizioni di dragon boat ed equitazione. Con il 2026 che segna l’Anno del Cavallo sul calendario lunare cinese, i manufatti a tema equestre sottolineano l’importanza dell’equitazione e del tiro con l’arco nell’antica Cina.
Anche la moda è diventata un canale di comunicazione. Alla cerimonia di apertura, diverse delegazioni nazionali hanno sfilato indossando piumini di marchi cinesi come Anta, Li-Ning e Peak, i cui modelli hanno rapidamente guadagnato popolarità online.
Gli outfit da gara e da podio disegnati dalla Cina, intessuti di interpretazioni moderne dell’estetica tradizionale cinese, hanno creato momenti da passerella tra gli atleti.
Gu ha portato questa visione sulle piste, attirando l’attenzione con un outfit da gara disegnato da lei stessa, ispirato alla porcellana cinese blu e bianca, ricamato con un drago cinese dorato.
“Volevo qualcosa di tangibile e dalla forte connotazione culturale”, ha affermato l’atleta. “Qualcosa che le persone potessero riconoscere immediatamente e pensare: ‘Questo è un elemento cinese'”. Il drago, ha aggiunto Gu, simboleggiava “forza, coraggio e potenza”.
Lo scambio culturale si è esteso anche nelle zone per il recupero degli atleti. La sciatrice svizzera di freestyle Mathilde Gremaud, che ha difeso con successo il suo titolo olimpico di slopestyle, si è unita a un numero crescente di atleti d’élite che sperimentano la tradizionale terapia cinese della coppettazione.
“La trovo davvero utile”, ha affermato l’atleta, riecheggiando l’interesse mostrato in precedenza da atleti come Michael Phelps. “Aiuta a rilasciare rapidamente la tensione muscolare”.
Sul palcoscenico del pattinaggio artistico, melodie cinesi classiche hanno risuonato sul ghiaccio. Brani come “Gli amanti farfalla” sono stati scelti da pattinatori stranieri come musica da competizione, a testimonianza di come la musica cinese continui a viaggiare oltre i confini.
Lo scambio culturale ha raggiunto il culmine sotto i riflettori della cerimonia di apertura. Mentre la fiamma olimpica attendeva di essere accesa, il pianista cinese Lang Lang si è esibito insieme alla mezzosoprano italiana Cecilia Bartoli.
“È un momento molto speciale”, ha affermato Lang. “Soprattutto ora, durante il periodo del Capodanno cinese, che è diventato un simbolo di connessione tra Oriente e Occidente, un periodo vivace in cui la cultura cinese può brillare ed essere condivisa con il mondo”.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS)



















