NAPOLI (XINHUA/ITALPRESS) – Dagli archivi e dalle università locali fino ai nomi delle strade, per secoli la città portuale di Napoli, nel sud Italia, ha stretto profondi legami con la Cina, diventando testimone dello sviluppo degli scambi culturali tra Cina e Italia.
Luigi Carbone, consigliere comunale di Napoli e presidente della commissione Cultura, Turismo e Attività Produttive del Consiglio comunale, ha affermato di recente che i legami tra Napoli e la Cina sono profondamente radicati nella storia.
Sono “già diventati parte del nostro DNA”, ha dichiarato Carbone.
Oltre a vantare una tortuosa stradina chiamata “Salita dei Cinesi”, quasi 300 anni fa Napoli divenne la sede del Collegio dei Cinesi, fondato dal missionario italiano Matteo Ripa.
Dopo aver prestato servizio come pittore e traduttore presso la corte imperiale della dinastia Qing (1644-1911), Ripa tornò in Italia nel 1723 e fondò il collegio con una missione chiara: superare le barriere linguistiche e culturali formando talenti realmente inclusivi e interculturali.
Il collegio diventò poi una delle prime istituzioni in Europa a studiare in modo sistematico la lingua e la cultura della Cina.
Dopo aver cambiato nome diverse volte, il collegio si è evoluto nell’Università di Napoli L’Orientale, restando un centro di primo piano per gli studi sinologici in Italia.
Secondo Antonella Vurchio, bibliotecaria de L’Orientale, il primo nucleo della collezione della biblioteca proveniva dal Collegio dei Cinesi.
Roberto Tottoli, rettore dell’università, ha affermato che la “luminosa eredità” del Collegio dei Cinesi è confluita direttamente ne L’Orientale. A suo avviso, gli studi sulla lingua e sulla cultura della Cina sono diventati fin dall’inizio il nucleo della missione dell’università.
Tottoli ha affermato che la cooperazione dell’università con le istituzioni cinesi si è ampliata passando dall’insegnamento della lingua e della storia alle relazioni internazionali e all’archeologia. L’ateneo ha siglato diversi memorandum d’intesa con partner cinesi, avviando una cooperazione con l’Accademia cinese delle scienze sociali.
Inoltre, l’Istituto Confucio de L’Orientale ha promosso gli scambi culturali, la comprensione reciproca e l’amicizia tra Cina e Italia.
Valeria Varriano, direttrice italiana dell’Istituto Confucio, ha affermato che molti italiani sono inizialmente attratti dalla cultura tradizionale cinese, per poi restare sorpresi dalla vitalità del Paese.
L’istituto è diventato un vero e proprio hub a Napoli, collegando le scuole con l’università e promuovendo gli scambi tra studenti cinesi in Italia e studenti locali, ha aggiunto Varriano.
Wu Junru, direttrice cinese dell’Istituto Confucio di Napoli, ha affermato che l’istituto non è soltanto un organismo per l’insegnamento linguistico, ma anche una piattaforma di scambi culturali.
Secondo lo studente italiano Davide Saracino, figure come Matteo Ripa e Marco Polo hanno contribuito a costruire ponti tra civiltà nella loro epoca, e oggi spetta alle generazioni più giovani proseguire questo lavoro.
(ITALPRESS).




















