Schifani minaccia le dimissioni, ma Forza Italia frena

di Franco Nuccio

PALERMO (ITALPRESS) – La parola “dimissioni” aleggia da ieri sera come uno spettro tra i corridoi di Palazzo d’Orleans, anche se in pochi sono pronti a scommettere che il Governatore della Sicilia Renato Schifani sia davvero intenzionato a passare la mano in quella che sembra ormai diventata una partita a poker. Per vedere come finirà la partita bisognerà attendere domattina, quando si riunirà la giunta convocata dal presidente con all’ordine del giorno i “provvedimenti più urgenti”.

Solo dopo Schifani scoprirà le sue carte annunciando quelle dimissioni fino ad ora solo ventilate. Le eventuali dimissioni costituirebbero inoltre un guanto di sfida lanciato ai vertici del partito, dopo che il commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo ha proposto un incontro chiarificatore a Roma con lo stesso Schifani e con il segretario nazionale Antonio Tajani.

A imprimere una accelerazione improvvisa sul tavolo ‘azzurro’ sono state le dichiarazioni rilasciate ieri all’Italpress proprio da Minardo che riferendosi all’inchiesta giudiziaria che ha travolto l’ex consulente giuridico del presidente, Gaetano Armao, aveva ribadito la necessità di un “cambiamento politico” sollecitando un “surplus di responsabilità” e un “atto di generosità”.

Parole interpretate come un affondo diretto nei confronti di Schifani, che dopo una “riflessione” durata alcune ore aveva dettato una nota secca alle agenzie: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”.

Una dichiarazione diffusa dopo avere riunito nel suo ufficio un gruppo di fedelissimi, come Gaspare Vitrano, Riccardo Gennuso e Aristide Tamajo, ma soprattutto dopo una telefonata tempestosa con Antonio Tajani, i cui toni sono stati sentiti anche fuori dalla stanza di Schifani. Al leader del suo partito, che ha condiviso la linea politica in Sicilia del commissario Minardo, il Governatore ha contestato duramente l’ipotesi che si fa sempre più concreta di non essere ricandidato.

In particolare Schifani avrebbe rivendicato il successo dell’operazione che ha portato a Bruxelles Caterina Chinnici, convincendo Tamajo, primo degli eletti con oltre 120 mila voti, a lasciare il seggio del Parlamento europeo alla figlia del giudice assassinato dalla mafia, la cui candidatura era stata fortemente sostenuta da Tajani. Quest’ultimo avrebbe invece messo in guardia Schifani dai rischi d’immagine legati alle ripetute inchieste giudiziarie che stanno investendo il governo regionale, a cominciare da quella per corruzione nei confronti di Gaetano Armao, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto. Proprio questa mattina il procuratore Maurizio de Lucia e Renato Schifani, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, si sono ritrovati faccia a faccia in occasione di un convegno sulla mafia organizzato al Palazzo di Giustizia.

Le eventuali dimissioni del presidente oltre a cogliere impreparata la coalizione di centrodestra in Sicilia getterebbero nel caos la Regione: la prima data utile per andare al voto sarebbe infatti il 13 dicembre, con il rischio di far saltare la manovra di stabilità a fine anno e di essere costretti all’esercizio provvisorio. La fine anticipata della legislatura, inoltre, creerebbe non pochi malumori tra i deputati regionali al primo mandato, che potrebbero maturare il vitalizio pensionistico solo a maggio del prossimo anno. In attesa delle decisioni di Schifani nessuno, all’interno di Forza Italia e tra i partiti del centrodestra, vuole fare commenti sulla vicenda.

L’unico a parlare è il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, che non ha ancora deciso ufficialmente con quale coalizione schierarsi: “Il ‘Re Sole’ è ora il ‘Re Solo’. Nessun partito ieri si è stracciato le vesti nell’inviare comunicati di sostegno a Schifani. Qualche mese prima, invece, c’era la gara a chi doveva somministrare metadone politico per tenere in piedi questa situazione”.

Tutti in silenzio e con il fiato sospeso, dunque, in attesa di capire chi sarà il vincitore di questa partita che ha come posta la candidatura a presidente della Regione alle prossime elezioni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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