PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina amplierà le iniziative archeologiche congiunte nelle regioni di lingua austronesiana, nelle aree trans-himalayane e lungo i corridoi della Via della seta e della Via della seta marittima, secondo un piano che delinea lo sviluppo del patrimonio culturale del Paese fino al 2030.
Pubblicato dall’Amministrazione nazionale del patrimonio culturale (NCHA), il piano punta a migliorare i metodi utilizzati per rintracciare i beni culturali cinesi all’estero e a portare avanti gli sforzi per recuperare i reperti culturali dispersi.
Il piano punta inoltre a una maggiore partecipazione cinese alla governance globale del patrimonio culturale e all’ampliamento dei partenariati internazionali, compresi nuovi accordi di cooperazione per la tutela con un maggior numero di Paesi in tutto il mondo.
In vista del 2030, la Cina prevede che le visite annuali ai musei raggiungano quota 1,6 miliardi, rispetto agli 1,56 miliardi registrati nel 2025.
Per sostenere la crescita, le autorità invitano i musei a organizzare mostre di alta qualità che illustrino le caratteristiche distintive della civiltà cinese, rafforzando al contempo la condivisione delle risorse tra i vari musei.
Entro il 2030, l’NCHA prevede di completare il quarto censimento nazionale dei beni culturali, compilando un catalogo generale di livello nazionale delle risorse costituite da beni culturali immobili e creando una banca dati nazionale esaustiva delle risorse del patrimonio culturale, nell’ambito di un più ampio lavoro volto a rafforzare la protezione sistematica dei beni culturali.
Oltre alle iniziative di conservazione, il piano chiede anche di rafforzare la supervisione e i controlli di sicurezza sui reperti culturali, prevedendo severe sanzioni legali per reati tra cui scavi illegali, contrabbando, traffico illecito e distruzione di reperti culturali.
Il programma propone un approfondimento della ricerca archeologica per studiare le origini, la formazione e lo sviluppo della civiltà cinese.
Come indicato nel documento, entro il 2030 saranno istituiti cinque nuovi parchi archeologici nazionali, portando a 70 il numero complessivo di tali parchi nel Paese.
(ITALPRESS).


















