La mostra “Palermo 125” per un altro mese alla biblioteca centrale della Regione Siciliana / Video

PALERMO (ITALPRESS) – Doveva essere l’appuntamento conclusivo della mostra fotografica per i 125 anni di storia del Palermo, invece il messaggio che viene rilanciato dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana, dove i 40 scatti sono esposti da oltre tre mesi, è che tutte le immagini resteranno là ancora per un mese: un modo per chiudere il cerchio in occasione del 126esimo compleanno del club rosanero, che si festeggerà l’1 novembre (giorno in cui peraltro la squadra sarà impegnata in campionato contro il Vicenza).

A confermare la proroga della permanenza degli scatti presso la Biblioteca è il Palermo stesso, attraverso i suoi canali social: un’occasione in più per riscoprire, attraverso immagini e ricordi, il legame tra squadra, città e appassionati. All’evento celebrativo, organizzato nel pomeriggio di oggi dal club rosanero e dall’assessorato regionale ai Beni culturali, hanno partecipato in rappresentanza della squadra il direttore sportivo Carlo Osti e i giocatori Jacopo Segre e Pietro Ceccaroni, tra i più longevi in termini di permanenza (il ‘dottore’ era arrivato nel 2022, l’ex Venezia nel 2023). Per ‘Palermo 125’ la Biblioteca è stata la quarta e ultima tappa di un percorso che era iniziato un anno fa a piazza Politeama, per poi spostarsi ai Cantieri Culturali alla Zisa e successivamente al Molo Trapezoidale.

“La città di Palermo ha un rapporto speciale con la squadra – sottolinea Osti, – Stiamo vivendo anche un momento di grande positività su tutti i livelli, la tifoseria ci segue. In tutta la mia carriera non riesco a trovare un paragone tra Palermo e altre città: da calciatore magari si ha un’ottica diversa nella valutazione delle città, da direttore sportivo ho vissuto dieci anni a Genova che è una città molto bella ma completamente diversa nel rapporto con la squadra. Da queste foto si vedono i cambiamenti sociali della città e della squadra in rapporto con la città: questi scatti sono lampi di memoria, pieni di nostalgia per un calcio che non c’è più e di orgoglio per aver fatto parte di quel calcio; c’è anche un velo di tristezza, perché queste immagini fanno anche vedere una Palermo che è cambiata negli anni, così come è cambiata la squadra. Il calcio è nato alla fine dell’Ottocento, con il Palermo tra i primi club che sono sorti, e inizialmente era visto in modo negativo: oggi vengono considerati eroi, con un’immagine sociale che prima non esisteva. Il cambiamento è arrivato nel secondo dopoguerra, con una rivalutazione complessiva del calcio, che è diventato sempre più popolare e ha portato ad avere risorse sempre maggiori a livello sia italiano che mondiale: la stessa figura del calciatore oggi è importante a livello sociale, ma non ha mai raggiunto questi livelli. Queste foto rappresentano proprio il modo in cui la città ha accompagnato la crescita del calcio”.

Vestire la maglia rosanero, racconta Segre, “è un senso di appartenenza pazzesco e un sogno per qualsiasi persona, palermitana e non: avere l’occasione di scendere in campo ogni weekend e lottare e sudare per una città intera è qualcosa di unico; noi ci mettiamo sempre l’anima e questo è la base per portare avanti un progetto così importante. La gara con il Manchester City è stata qualcosa di magico, già dalla sera prima con la cena insieme a tutti i dirigenti del City Football Group: è stato un momento che ci porteremo dietro per tutta la nostra vita, poi anche la partita è stata da brividi. Già scendere in campo in campionato è qualcosa di emozionante, quella partita la racconteremo ai nostri figli: ringraziamo la società per aver organizzato uno spettacolo del genere, perché misurarci con simili campioni non capita spesso”.

Rispetto alla gara disputata un anno fa contro il Manchester City, Ceccaroni evidenzia: “Se ci ripenso mi vengono i brividi: ricordo l’ingresso in campo davanti a 35mila persone e contro tutti quei campioni, è stata una delle emozioni più grandi che ho vissuto perché il Barbera lascia sempre qualcosa a ogni entrata in campo. Quella è stata una partita speciale, qualcosa di unico in città: un weekend che ricorderemo per sempre”.

“La maglia del Palermo – aggiunge Ceccaroni – è veramente qualcosa di difficile da spiegare: siamo in Serie B, ma giochiamo e lavoriamo per una squadra e un pubblico di Serie A: ogni giorno cerchiamo di dare il meglio per far felice una città intera, sappiamo che qui non ci sono solo i 35mila che vengono allo stadio ma persone che in tutta la città, ogni volta che andiamo in giro, cercano di farci stare bene e hanno sempre una parola positiva per tutti. Un trattamento come quello che ho avuto qui a Palermo non mi era mai capitato in carriera: sono legatissimo a questa città, dove è nata anche la mia bimba”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

 

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