PALERMO (ITALPRESS) – Prende il via “Io sono energia – Laboratori di cittadinanza attiva, arte e partecipazione giovanile nei quartieri di Palermo”, il progetto promosso da E.C.U. – European Culture University Ets, con la compartecipazione della presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, il patrocinio della Regione Siciliana e la collaborazione del Comune di Palermo, attraverso gli Assessorati coinvolti nelle politiche sociali, giovanili e dell’innovazione. Il progetto è realizzato inoltre con la collaborazione del Centro di Accoglienza Padre Nostro Ets, dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone” dello Zen – San Filippo Neri, del Liceo Classico Statale “Vittorio Emanuele II”, dell’Its Academy Sicani e delle strutture culturali del Comune di Palermo coinvolte nella fase conclusiva del percorso.
La presentazione ufficiale si è tenuta venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 10.00 presso l’Ecu Lab Auditorium, in via Francesco Crispi 21 a Palermo. È stato il primo momento pubblico di un percorso che si svilupperà dal 9 ottobre al 21 novembre 2026, attraversando quartieri, scuole e realtà sociali della città e coinvolgendo giovani, studenti, educatori, operatori culturali, comunità educanti e istituzioni. Nel corso del progetto sono previsti appuntamenti il 17 ottobre al Centro di Accoglienza Padre Nostro Ets a Brancaccio, il 23 ottobre a Bonagia, il 30 ottobre presso l’Istituto Comprensivo “Giovanni Falcone” allo Zen – San Filippo Neri, il 6 novembre al Liceo Classico Statale “Vittorio Emanuele II” e, infine, il 21 novembre all’Archivio Storico Comunale di Palermo, con la restituzione conclusiva del percorso.
“Io sono Energia” nasce dalla consapevolezza che il rapporto tra giovani, istituzioni e comunità rappresenti oggi una delle sfide più importanti delle politiche sociali e giovanili. Disorientamento, perdita di fiducia e distanza dai luoghi tradizionali della partecipazione possono indebolire il senso di appartenenza, soprattutto nei contesti urbani più fragili. Per questo il progetto non propone lezioni frontali né convegni nei quali gli adulti parlano ai giovani, ma luoghi di incontro, confronto e partecipazione sviluppati nei quartieri, nelle scuole e negli spazi di aggregazione. Educazione civica, cultura, arte, musica e creatività diventano strumenti per esprimersi, riconoscere il proprio valore e riscoprire il senso di appartenenza alla comunità. Il progetto prende spunto dal volume “Io sono energia” di Francesco Panasci, presidente di E.C.U., e dall’idea che ogni giovane custodisca energie, capacità e potenzialità che possono trasformarsi in conoscenza, creatività, responsabilità e partecipazione, se trovano occasioni reali di ascolto e valorizzazione.
I laboratori si articolano intorno a quattro dimensioni strettamente collegate: incontro e ascolto, per riconoscere esperienze, bisogni, difficoltà e aspirazioni; educazione civica e responsabilità sociale, sui temi della partecipazione, della solidarietà, della legalità e della convivenza civile; crescita personale e orientamento, per rafforzare la fiducia in sé stessi e immaginare con maggiore consapevolezza il proprio futuro; arte, musica e creatività sociale, con linguaggi artistici, musicali e contemporanei come strumenti di inclusione e dialogo. Ampio spazio sarà dedicato anche ai linguaggi digitali e audiovisivi: videomaking, montaggio audio-video, podcast, fotografia, storytelling e intelligenza artificiale, con particolare attenzione a un utilizzo consapevole, creativo e responsabile delle nuove tecnologie. I partecipanti saranno accompagnati nelle diverse fasi della produzione creativa, dall’ideazione alla condivisione, per imparare non soltanto a utilizzare gli strumenti, ma a impiegarli per raccontare, comprendere e partecipare.
Francesco Panasci, presidente E.C.U. – European Culture University Ets, dichiara: “Con ‘Io sono Energia’ vogliamo evitare di parlare dei giovani senza parlare con i giovani. Il progetto nasce per creare luoghi nei quali possano essere ascoltati, esprimersi, sperimentare nuovi linguaggi e comprendere che partecipare significa anche assumersi una responsabilità verso la propria comunità. Arte, musica, comunicazione digitale e Intelligenza Artificiale diventano strumenti educativi quando aiutano a sviluppare consapevolezza, creatività e nuove competenze. Ma soprattutto vogliamo costruire una rete tra istituzioni, scuole, Terzo Settore e realtà del territorio, perché l’energia dei ragazzi possa trasformarsi in opportunità concreta, relazione e partecipazione”.
“Un progetto rivolto ai giovani deve partire necessariamente dall’ascolto e dalla capacità di stare nei territori – dichiara Mimma Calabrò, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Palermo -. ‘Io sono Energia’ mette insieme scuole, realtà sociali, famiglie, associazioni e istituzioni, costruendo occasioni di incontro soprattutto nei quartieri nei quali è ancora più importante rafforzare il senso di appartenenza e la fiducia nella comunità. La collaborazione tra il Comune e le realtà che operano quotidianamente sul territorio è fondamentale per offrire ai ragazzi spazi nei quali possano sentirsi riconosciuti, accompagnati e protagonisti”.
“Innovazione e politiche giovanili possono incontrarsi in maniera concreta proprio in progetti come ‘Io sono Energia’ – dichiara Fabrizio Ferrandelli, assessore all’Innovazione del Comune di Palermo -. Il digitale, i nuovi linguaggi e l’intelligenza artificiale non devono essere considerati soltanto strumenti tecnologici, ma opportunità attraverso le quali i giovani possono sviluppare competenze, creatività e capacità critica. Mettere l’innovazione al servizio di un progetto sociale significa anche rafforzare la collaborazione tra pubblico, scuola, Terzo Settore e realtà private, costruendo una rete capace di accompagnare le nuove generazioni nelle trasformazioni che stiamo vivendo”.
Il progetto coinvolge Brancaccio, Guadagna, Bonagia, Zen – San Filippo Neri e Albergheria-Ballarò, realtà differenti per storia, identità e caratteristiche sociali, con l’obiettivo di creare connessioni tra centro e periferie, tra giovani e istituzioni, tra scuole, cultura e territorio. Il percorso è rivolto in particolare a giovani e studenti, ma coinvolgerà anche docenti, educatori, operatori culturali, famiglie e comunità educanti, costruendo attorno alle attività una rete capace di proseguire oltre la durata del progetto.
– Foto Panasci –
(ITALPRESS).












