Cina: Xizang, gli ultimi aggiornamenti su operazioni di soccorso al valico colpito da colata di fango

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il 26 agosto una colata di fango a catena in rapida evoluzione, innescata dal crollo di un ghiacciaio ad alta quota in Nepal, ha colpito il valico di Gyirong, al confine tra Cina e Nepal, nella regione autonoma sud-occidentale cinese dello Xizang, causando numerose vittime e lasciando molte persone disperse.

I soccorritori cinesi hanno immediatamente avviato operazioni di ricerca e soccorso su vasta scala. Ecco quanto sappiamo sulla colata di fango mortale e gli ultimi progressi in Cina:

-Alle 18 di venerdì erano state confermate 31 vittime, mentre altre 531 persone risultavano ancora disperse.

-Dopo che mercoledì mattina il collegamento terrestre con il valico di Gyirong è stato sostanzialmente ripristinato, sono stati utilizzati grandi macchinari per rimuovere gli ostacoli e creare aree operative, seguiti da vicino da vigili del fuoco specializzati impegnati in ricerche mirate e da apparecchiature per il rilevamento di segni di vita utilizzate per verificare i punti sospetti.

-Ieri ulteriori forze di soccorso sono entrate nella zona centrale colpita del valico di Gyirong. China Railway Group Limited ha fornito gabbioni in acciaio per il consolidamento delle strade sul posto.

-Il lago di sbarramento a monte dell’area centrale del valico di Gyirong è stato drenato, il corso del fiume è tornato al normale deflusso e il relativo pericolo è stato in gran parte eliminato.

-Con il sostegno della Commissione sanitaria nazionale cinese e delle autorità di altre regioni, oltre 210 professionisti della salute psicologica sono arrivati a Gyirong in tre gruppi. Alcuni consulenti con competenze in lingue straniere hanno fornito sostegno psicologico alle famiglie dei cittadini stranieri segnalati come dispersi nel disastro.

Gli specialisti hanno inoltre valutato il benessere psicologico dei soccorritori in prima linea, fornendo assistenza di gruppo e sostegno individuale.

-Le autorità locali hanno organizzato la presenza di medici di medicina tibetana per fornire cure mediche e servizi di sostegno psicologico ai residenti ricollocati.

(ITALPRESS).

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