PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – In recenti rapporti occidentali sono comparse con crescente frequenza affermazioni secondo cui l’economia cinese avrebbe raggiunto il suo apice, spesso collegate a preoccupazioni sui vincoli strutturali. Allo stesso tempo, la pubblicazione dei dati economici annuali nei vari Paesi ha messo in evidenza una realtà più ampia: la ripresa globale resta disomogenea e le traiettorie di crescita continuano a differenziarsi. In questo contesto, i risultati economici della Cina nel 2025 sono valutabili al meglio attraverso i dati, piuttosto che attraverso ipotesi.
Nel 2025 il PIL cinese è cresciuto del 5% rispetto all’anno precedente. Tra le economie del G20 che hanno finora pubblicato i dati, la maggior parte ha registrato una crescita inferiore al 2%, con Germania, Francia e Italia che hanno segnato tassi inferiori all’1 %.
In un contesto di pressione economica globale e di una ripresa sempre più diseguale, un’espansione di questo tipo per un’economia delle dimensioni di quella cinese non è un risultato da poco, e sottolinea la resilienza e il potenziale economico del Paese.

In termini assoluti, nel 2025 la Cina ha registrato un aumento considerevole dell’attività economica. L’incremento della sua economia è stato pari all’incirca all’output economico complessivo del Belgio. Per un’economia già tra le più grandi al mondo, un aumento annuale di questa portata contribuisce in modo sostanziale alla crescita globale.

L’economia cinese ha continuato a crescere. Nel 2025 il PIL ha superato i 140.000 miliardi di yuan (circa 20.160 miliardi di dollari Usa), un valore equivalente alla somma delle economie di Germania, Giappone, India, Gran Bretagna e Italia. In quanto economia di dimensioni così grandi, questa scala fornisce alla Cina una solida base per resistere ai rischi e mantenere uno slancio positivo di lungo periodo.

A livello regionale, l’attività economica è rimasta ampiamente diffusa. Nel 2025 le province cinesi di Shandong, Guangdong e Jiangsu hanno registrato un PIL superiore ai 10.000 miliardi di yuan (circa 1.440 miliardi di dollari) ciascuna, più o meno equivalente a quello dell’Arabia Saudita, evidenziando la notevole dimensione economica delle economie provinciali cinesi.

Pechino e Shanghai hanno entrambe registrato un PIL superiore ai 5.000 miliardi di yuan (circa 720 miliardi di dollari), un livello paragonabile alle dimensioni dell’economia dell’Argentina, a testimonianza dei significativi risultati derivanti dall’urbanizzazione, dall’aggregazione industriale e dallo sviluppo della Cina.

La Cina conta ora 29 città con un PIL superiore ai 1.000 miliardi di yuan (circa 144 miliardi di dollari), ciascuna comparabile più o meno alle dimensioni dell’economia nazionale del Kenya, a conferma del forte slancio e delle solide basi delle economie urbane e regionali del Paese.
Dietro i confronti sui tassi di crescita e sugli incrementi assoluti, così come sui totali nazionali e sui dati a livello provinciale e cittadino, si collocano il profondo sostegno del vasto mercato cinese, la solida base del suo sistema industriale completo e il crescente sfruttamento del potenziale trainato dall’innovazione.
In un momento in cui l’economia globale ha bisogno di stabilità, certezze e nuove fonti di crescita, l’economia cinese avanza su basi solide contribuendo con una quota crescente all’economia mondiale, fornendo fiducia e slancio duraturi alla crescita globale.
-Foto Xinhua-
(ITALPRESS).






















