Carte d’identità elettroniche “decapitate” del microchip, scoperti tre casi nel Napoletano

ACERRA (ITALPRESS) – É allarme per le carte d’identità elettroniche “decapitate” del microchip: i carabinieri di Acerra hanno scoperto 3 casi in pochi giorni. Documenti apparentemente integri ma privati del componente elettronico. Al vaglio anche il possibile riutilizzo dei chip nelle frodi d’identità. L’ultimo episodio è stato accertato dai militari della Stazione di Acerra nel corso di un servizio di controllo del territorio. Un uomo è stato denunciato perché trovato in possesso di una carta d’identità alla quale era stato asportato il microchip. Il documento è stato sequestrato e la vicenda è stata segnalata all’autorità giudiziaria. Ed è proprio quel piccolo componente elettronico, quasi invisibile sulla superficie della carta, a rappresentare oggi il punto centrale della vicenda. Per anni la rimozione del chip dalle carte elettroniche è stata associata, soprattutto sui social, alle teorie sul presunto controllo digitale dei cittadini, al timore di essere “tracciati” o a fantasiose interpretazioni sulle funzioni della CIE.

Ma gli episodi scoperti dalle forze dell’ordine, non solo nel napoletano ma in tutta Italia, raccontano una storia diversa e molto più concreta. Il chip contiene dati personali e biometrici e consente l’autenticazione digitale e l’accesso a servizi online. La sua asportazione, quindi, altera materialmente il documento e può renderlo inutilizzabile per le verifiche elettroniche. C’è chi può farlo per convinzioni personali legate alla privacy o al timore di essere sottoposto a forme di controllo digitale. Ma si stanno guardando anche altre possibilità tra cui l’utilizzo illecito dei chip originali. Un microchip proveniente da una CIE autentica è associato a un’identità reale. La possibilità che componenti elettronici originali vengano sottratti e successivamente utilizzati nell’ambito di documenti contraffatti è una delle piste che non può non essere presa in considerazione. Il chip – rimosso in modo chirurgico – potrebbe diventare una sorta di “pezzo di ricambio” per costruire identità contraffatte più credibili. Le indagini sono in corso e non è possibile affermare che i tre casi di Acerra siano collegati tra loro, né che i chip rimossi siano stati effettivamente rivenduti o utilizzati per realizzare documenti falsi.

– foto da video Carabinieri –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]