Cina: Nanchino, giovani da diversi Paesi riuniti per rivitalizzare antiche mura

NANCHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – “È affascinante osservare la peculiare struttura urbana e lo sviluppo delle diverse dinastie attraverso le antiche mura di Nanchino”. Lo ha affermato Daria-Ioana Stanuica dell’Università di Firenze durante un campo giovanile di formazione pratica internazionale della durata di due settimane, tenutosi questo settembre nella Cina orientale.

Quest’anno ricorre il 660esimo anniversario dell’inizio della costruzione delle mura della città di epoca Ming. Costituiscono alcune delle più grandi e meglio conservate antiche mura cittadine al mondo, e un tratto di 25,1 chilometri si trova ancora in buone condizioni.
Allo stesso tempo, in quanto importanti testimonianze storiche delle antiche città di tutto il mondo, queste mura si trovano ad affrontare una sfida globale comune: come integrare le strutture antiche nella vita urbana moderna, preservando la memoria delle città e continuando a generare valore pubblico e vitalità urbana.

Per cercare soluzioni innovative, si è tenuto recentemente a Nanchino un campo giovanile di formazione pratica internazionale, “Futuring Our Wallscapes”. Quasi 60 giovani studiosi dell’Università italiana di Firenze, della Middle East Technical University, in Turchia, della Southeast University e dell’Università di Nanchino, in Cina, si sono riuniti per due settimane di collaborazione interculturale e interdisciplinare, con l’obiettivo di sviluppare proposte progettuali realizzabili per la rivitalizzazione delle mura di Nanchino di epoca Ming e delle aree storiche circostanti.

Durante il programma, i partecipanti provenienti da diversi Paesi hanno condotto un’indagine sistematica sul campo seguendo la struttura difensiva della città articolata su quattro livelli, comprendente la città-palazzo, la città imperiale, la capitale e la città esterna.

La composizione interculturale dei gruppi ha permesso a questi giovani provenienti da contesti diversi di crescere attraverso lo scambio creativo e la collaborazione.

“In Italia disponiamo di studi approfonditi sul patrimonio culturale e realizziamo numerosi progetti di restauro, ma la nostra attenzione è rivolta principalmente al patrimonio europeo e in particolare a quello italiano”, ha affermato Stanuica. “Per noi è di vitale importanza apprendere come gli studiosi di altri Paesi affrontano le questioni relative al patrimonio e osservare le pratiche di tutela del patrimonio su larga scala in Cina. Collaborare con colleghi provenienti da diversi contesti accademici e culturali ci offre opportunità di apprendimento inestimabili”.

Bao Li, docente presso la Facoltà di Architettura della Southeast University, ha affermato che Italia e Turchia sono entrambe civiltà antiche con una ricca esperienza nella tutela del patrimonio culturale, il che rende il campo una piattaforma di alta qualità per lo scambio accademico internazionale. Ha espresso l’auspicio che le giovani generazioni possano intrattenere scambi efficaci a livello globale, esprimendo le proprie opinioni e diventando custodi ed eredi del patrimonio culturale dell’umanità.

Il professor Roberto Bologna, della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, che ha partecipato per due anni consecutivi, ha sottolineato che il patrimonio non appartiene soltanto al passato, ma anche al presente e, ancor più, alle generazioni future.

Bologna ha inoltre spiegato che condividere il patrimonio significa riconoscere di aver ricevuto qualcosa in custodia dalle generazioni precedenti e di avere la responsabilità di tramandarlo. “È per questo che la cooperazione tra università internazionali è così preziosa”, ha affermato. “Ci incoraggia a lavorare insieme, con le istituzioni e le comunità locali, per comprendere i luoghi e immaginare per loro possibili futuri”.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

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