
BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – “Il percorso verso un completo ritiro israeliano rimane una ferma rivendicazione nazionale che lo Stato libanese si impegna a realizzare attraverso i negoziati”. Lo ha detto il presidente del Libano, Joseph Aoun, in occasione dell’anniversario del ritiro di Israele dal sud del Libano il 25 maggio 2000, come riporta una nota della presidenza libanese.
“Questi negoziati non saranno concessioni o rese, bensì una riaffermazione del diritto esclusivo del Libano a proteggere la propria terra e la propria sovranità e ad estendere la propria autorità attraverso l’esercito e le legittime forze di sicurezza. Ciò è reso possibile dalla solidarietà del suo popolo e dal suo sostegno allo Stato, che ha preso decisioni cruciali in questa direzione, riflettendo una profonda volontà nazionale di ripristinare la piena sovranità. Va da sé che l’esercito rimarrà l’unico garante della sicurezza nazionale e dell’integrità territoriale”, ha aggiunto.
Il capo dello Stato libanese ha sottolineato che “l’anniversario della Giornata della Liberazione di quest’anno giunge in un momento in cui il Libano si trova a confrontarsi con una realtà dolorosa”.
“L’aggressione israeliana non è cessata e gli amati villaggi del sud continuano a soffrire sotto una rinnovata occupazione, in flagrante violazione di tutte le risoluzioni internazionali, prima fra tutte la risoluzione 1701. Il Libano non accetterà questa realtà, né scenderà a compromessi”. Infine, Aoun ha dichiarato: “Coloro che hanno liberato il Sud con il loro sangue, soldati e combattenti della resistenza, come tutti i libanesi, meritano uno Stato forte e coeso, con la legittimità delle sue istituzioni civili e militari, uno Stato giusto con leggi non discriminatorie e uno Stato unito dalla volontà e dalla solidarietà del suo popolo. Il più grande tributo alla memoria della liberazione è costruire uno Stato che sia una fortezza per tutti i libanesi, dove la sovranità sia una responsabilità che spetta a ogni cittadino, perché il Libano appartiene a tutti noi, e liberare il Sud è un dovere che lo Stato si assume con il sostegno del suo popolo, perché in definitiva è una scelta imprescindibile”.
TRE MORTI IN RAID ISRAELIANI
Tre persone sono state uccise in altrettanti raid israeliani con droni sull’autostrada a Kfar Rumman, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa libanese Nna.
AVVISI DI EVACUAZIONI
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso avvisi di evacuazione per dieci villaggi e città nel Libano meridionale in vista di raid aerei contro il gruppo armato Hezbollah. L’ordine di evacuazione annunciato dal portavoce arabo delle Idf, colonnello Avichay Adraee, riguarda le località di Nabatiyeh at-Tahta, Al-Lwaiza, Sajd, Ain Qana, Harouf, Zibdin, Kfar Reman, Doueir, Adshit Al-Shaqif e Meidoun. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza e non intendono arrecare danno a nessuno”, avverte il portavoce dell’esercito.
SOLDATO ISRAELIANO UCCISO DA UN DRONE ESPLOSIVO
Nel Libano del sud, un soldato è rimasto ucciso ieri da un drone esplosivo. Lo hanno annunciato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Si tratta del sergente Nehoray Leizer, 19 anni, geniere della Brigata 601. Nell’attacco un altro soldato è rimasto gravemente ferito.
– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).








