Algeria, esperti Onu “preoccupati” per la situazione delle famiglie delle persone scomparse

GINEVRA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Gli esperti delle Nazioni Unite hanno espresso “seria preoccupazione per la presunta repressione della società civile in Algeria, compresi la detenzione in isolamento, le molestie e le intimidazioni nei confronti dei familiari delle vittime di sparizioni forzate impegnati nella ricerca dei propri cari e nella promozione della verità e della giustizia”. Lo riferisce una nota pubblicata dalle Nazioni Unite. “Le famiglie delle persone scomparse con la forza hanno diritto alla verità. Qualsiasi ostacolo a questo diritto aggrava la loro sofferenza e crea un effetto agghiacciante sull’intera società civile”, hanno affermato gli esperti secondo quanto si legge nel comunicato.

Tra i casi citati figura quello dell’attivista Rachid Ben Nakhla, che sarebbe stato arrestato nell’aprile 2026 in circostanze ancora non chiarite dalle autorità algerine. Gli esperti Onu hanno chiesto ad Algeri di “rivelare immediatamente il luogo di detenzione e la sorte della persona interessata” e di “procedere al suo rilascio senza indugio”.

Nel rapporto vengono inoltre menzionati i casi di Hamza Tellaa, Samia Bekouche e Slimane Hamitouche, oggetto di un presunto arresto senza mandato e successivamente rilasciati. Secondo gli esperti, anche una detenzione temporanea non riconosciuta ufficialmente può configurare una sparizione forzata ai sensi del diritto internazionale. Nel mirino delle autorità algerine ci sarebbe anche il Collectif des Familles de Disparu·e·s en Algérie (CFDA) e l’associazione SOS Disparus.

Il 16 marzo scorso, i locali di SOS Disparus sono stati chiusi e posti sotto sigilli dalle autorità algerine con la motivazione di una presunta mancanza di autorizzazione amministrativa. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno espresso dubbi sulla legittimità di tali misure, sottolineando che restrizioni di questo tipo impediscono concretamente alle famiglie di riunirsi, organizzarsi e proseguire le attività legate alla ricerca delle persone scomparse.

Richiamando gli obblighi internazionali dell’Algeria, gli esperti Onu hanno ribadito che “il divieto delle sparizioni forzate è assoluto e inderogabile nel diritto internazionale” e che le autorità hanno il dovere di proteggere i familiari delle vittime e i difensori dei diritti umani da ogni forma di rappresaglia, intimidazione o persecuzione. Gli esperti hanno infine chiesto il pieno rispetto delle garanzie procedurali fondamentali, la cessazione delle restrizioni contro il CFDA e SOS Disparus, nonché la riapertura dei locali dell’associazione e l’accesso a ricorsi giudiziari effettivi per contestare le misure adottate.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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