Il telescopio Euclid scopre i quasar più antichi mai osservati

ROMA (ITALPRESS) – Il telescopio spaziale Euclid dell’Agenzia spaziale europea ha scoperto 31 tra i quasar più antichi mai individuati. Due di questi nuclei galattici, alimentati da enormi buchi neri, sono i più remoti osservati finora nella storia cosmica.

Secondo l’Esa, i due oggetti risalgono a quando l’universo aveva circa 670 milioni di anni, appena il 5% della sua età attuale, e brillavano con la luce di mille miliardi di Soli.

I quasar sono una fase breve e molto luminosa nella vita di una galassia, durante la quale grandi quantità di materia cadono nel buco nero supermassiccio centrale, liberando enormi quantità di energia. La scoperta consente agli scienziati di studiare meglio le prime fasi dell’universo e di capire come si siano formati e cresciuti così rapidamente i primi buchi neri supermassicci e le prime galassie.

Fino a oggi, infatti, i quasar così antichi conosciuti erano pochi e molto difficili da osservare, perché rari, deboli e facilmente confondibili con stelle più vicine. Euclid ha individuato 12 nuovi quasar con redshift pari o superiore a 7, corrispondenti ai primi 770 milioni di anni dell’universo.

I due più antichi, secondo l’Esa, hanno redshift 7,77 e 7,69 e si trovano a oltre 13 miliardi di anni luce dalla Terra.

L’Agenzia spaziale europea sottolinea che Euclid sta osservando vaste porzioni di cielo per ricostruire la struttura su larga scala dell’universo e indagare la natura del cosiddetto universo oscuro.

Nel corso della missione, il telescopio osserverà miliardi di galassie e potrà rivelare molti altri quasar.

-Foto www.pexels.com-
(ITALPRESS).

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