Da Asi nasce ROSAIA, robot con IA per operazioni nello spazio su satelliti e detriti in orbita

(April 1, 2026) --- The exhaust plume left behind by the SLS (Space Launch System) rocket that launched Artemis II, NASA’s first crewed mission to the Moon since December 1972, dissipates in the Earth's atmosphere in this photograph from the International Space Station. The orbital outpost was soaring 263 miles above the Atlantic Ocean northwest of Puerto Rico at the time of this photograph. Photo Credit: (NASA/Chris Williams via Sipa USA)For Editorial Use Only *** Not to be Published in Books or Photo Books *** Handling Fee Only *** Please note: Fees charged by the agency are for the agency's services only, and do not, nor are they intended to, convey to the user any ownership of Copyright in the material.

ROMA (ITALPRESS) – Un sistema robotico multibraccio, coordinato e gestito attraverso l’intelligenza artificiale, per operazioni nello spazio su satelliti e detriti in orbita. È ROSAIA, acronimo di “RObot parallelo continuo a Smorzamento Attivo su Intelligenza Artificiale”, presentato per la prima volta al pubblico al Festival dello Spazio di Busalla, in provincia di Genova. Il progetto è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia. L’obiettivo è sviluppare un robot spaziale di nuova generazione, flessibile e capace di assorbire gli urti sia in modalità attiva sia passiva, aumentando la sicurezza nelle manovre di avvicinamento, aggancio, ispezione e manutenzione

Secondo l’Asi, il sistema potrà servire per manipolare satelliti ancora attivi o per raccogliere detriti spaziali pericolosi. L’intelligenza artificiale consentirà al robot di gestire in modo autonomo alcune operazioni, dialogando con il satellite su cui è installato e coordinando i movimenti per garantire la sicurezza del sistema. Il primo prototipo è composto da quattro bracci flessibili, lunghi circa 75 centimetri, in grado di agganciarsi tra loro per assicurare la presa del satellite o dell’oggetto da manipolare. Il design è stato concepito per essere scalabile in diverse dimensioni, in funzione delle future applicazioni operative nello spazio.

– Foto di repertorio Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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