Garlasco, il comandante Luongo “Se qualcuno dell’Arma dei Carabinieri ha sbagliato pagherà”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Arma dei Carabinieri opera sempre nella massima trasparenza e nel rispetto della legge e della giustizia“. Lo ha dichiarato il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, nel corso di un’intervista al Tg1 sul caso Garlasco. In merito al ruolo del Reparto Investigazioni Scientifiche nelle indagini, il generale Luongo ha precisato che “il Ris ha continuato a fornire il proprio supporto tecnico-scientifico agli approfondimenti d’indagine richiesti dall’autorità giudiziaria, con cui c’è una totale e piena collaborazione”. “La scienza forense e l’Arma dei Carabinieri restano strumenti imparziali e fondamentali per cercare la verità, ben oltre il clamore mediatico e le inutili manipolazioni”. Il comandante generale ha poi rassicurato i cittadini definendo il Ris “un’eccellenza scientifica a livello internazionale e un punto di riferimento rigoroso”. Riguardo al rapporto con i cittadini, Luongo ha sottolineato che “la fiducia dell’opinione pubblica non si preserva nascondendo i dubbi, né si misura sulla infallibilità dei singoli, ma dimostrando ogni giorno professionalità, determinazione, capacità di autocritica e rigore assoluto nell’applicazione dei protocolli scientifici”.

Un passaggio dell’intervista è stato dedicato anche ai familiari delle persone coinvolte, ribadendo che “abbiamo il dovere di rispettare il dolore delle famiglie che sono state coinvolte in questa tragica vicenda”. Infine, Luongo si è soffermato sui possibili accertamenti relativi a condotte del passato: “Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali del passato, la risposta dell’Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza”. “Eventuali errori o condotte illecite dei singoli non devono intaccare l’onorabilità di migliaia di Carabinieri, né tantomeno il valore del Ris”. “Ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede, perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa”.

TG1: REPERTI LIQUIDI DISTRUTTI NEL 2016, OK DEI GIUDICI SOLO NEL 2022

Le soluzioni liquide estratte dalle tracce dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi sarebbero state distrutte nel maggio 2016 dal colonnello Marino del RIS di Parma, ovvero sei anni prima dell’autorizzazione formale dell’autorità giudiziaria, giunta soltanto nel febbraio 2022. È quanto emerge dalle carte in possesso del TG1 sul caso Garlasco. Eppure, nel 2007 lo stesso RIS aveva messo a verbale che tutti gli eluiti sarebbero stati conservati e messi a disposizione della magistratura. Scorrendo gli atti, la Corte d’Assise d’Appello ha disposto la distruzione dei reperti sotto sequestro solo nel settembre 2021. A seguito dell’opposizione della difesa di Alberto Stasi – che chiedeva di preservarne alcuni per futuri esami – nel gennaio 2022 la Corte ha accolto parzialmente la richiesta, restituendo le biciclette a Stasi e autorizzando lo smaltimento dei reperti. La vicenda è venuta alla luce nel 2025 nell’ambito di una nuova inchiesta, quando la Procura di Pavia ha deciso di fare chiarezza sulla sorte degli eluiti della traccia 33 e ha richiesto lo storico al RIS di Parma. L’attuale comandante del RIS, il colonnello Dondi, ha accertato – attraverso la testimonianza di due militari dell’epoca e materiale fotografico – che fu proprio il colonnello Marino a dare l’ordine di smaltire gli eluiti nel maggio 2016. La Procura intende ora stabilire se tra quel materiale figurasse anche l’eluito dell’impronta 33, prova centrale della nuova indagine.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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