
ROMA (ITALPRESS) – C’è il timore che la Russia stesse eseguendo esperimenti segreti di guerra batteriologica dietro la pressante richiesta avanzata da Washington a Mosca di adempiere agli obblighi sanitari internazionali e fornire dettagliate trasparenti informazioni sulle cause della morte di una ricercatrice dell’Istituto di ricerca antipeste di Irkutsk, in Siberia.
La vittima, la 28 enne Darya Shipilova, deceduta ufficialmente per polmonite la notte fra l’1 e il 2 ottobre, era tecnica del laboratorio dove si studiano i bacilli patogeni più virulenti e devastanti della peste. In base a un accordo sanitario globale del 2005, noto come Regolamento Sanitario Internazionale, tutti i Paesi sono tenuti a notificare all’Organizzazione mondiale della Sanità, entro 24 ore, qualsiasi evento possa trasformarsi in un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.
L’accordo impone inoltre ai firmatari di fornire aggiornamenti dettagliati, inclusi i risultati di laboratorio e le misure adottate per contenere la minaccia. Comunicazioni che la Russia ha finora omesso, alimentando sospetti e soprattutto timori.
In una nota ufficiale, il Dipartimento di Stato Usa ha sollecita Mosca a chiarire tutti gli aspetti relativi agli esperimenti in corso, alle cause del decesso della ricercatrice e alle eventuali iniziative di quarantena e isolamento posti in essere per scongiurare i rischi di diffusione di contagi, avvertendo che la mancata divulgazione di complete e dettagliate informazioni dovute, viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria.
Un’analoga richiesta è stata avanzata alle autorità russe dal Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La comunicazione tempestiva é essenziale per chiarire le informazioni contraddittorie e consentire una valutazione accurata dei potenziali rischi per la salute pubblica” ha dichiarato Ghebreyesus.
“Forse non c’è nulla di grave. Forse la questione é più seria di quanto pensassimo. Non lo sappiamo” ha specificato il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha insistito: “Esortiamo la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo”.
La preoccupazione americana é evidenziata anche dalla perentoria presa di posizione del Presidente Donald Trump, che ha dichiarato di volerne parlare direttamente con Putin “Ho intenzione di chiamarlo“, ha risposto ad un giornalista alla Casa Bianca, aggiungendo che la conversazione si sarebbe svolta “molto presto”.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
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