L’Asi lancia il contest Spàzio portando la cultura spaziale nelle scuole primarie

ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) amplia il perimetro delle proprie iniziative dedicate alla diffusione della cultura scientifica puntando direttamente sulla scuola primaria. Con il lancio di Contest Spàzio, l’Agenzia coinvolge docenti e alunni in un progetto che utilizza i temi dello spazio come terreno per avvicinare i più giovani alle discipline STEM, combinando formazione degli insegnanti, attività didattiche e produzione creativa.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Edulia Treccani, assume così una valenza che va oltre quella di un concorso scolastico. Il progetto mette infatti in relazione un’istituzione centrale del sistema spaziale nazionale con il mondo della scuola, attraverso un percorso strutturato che comprende una piattaforma digitale dedicata e una formazione certificata per i docenti.

Il punto di partenza è una parola: “Spàzio”. L’accento, utilizzato per indicarne la corretta pronuncia secondo la forma riportata dall’enciclopedia, diventa il primo elemento di un percorso che dalle parole conduce a idee, immagini e racconti. Su questa impostazione si sviluppa l’open call rivolta alle scuole primarie italiane, chiamate a presentare elaborati creativi ispirati a parole chiave. La struttura di Contest Spàzio assegna agli insegnanti un ruolo centrale. I docenti partecipanti possono accedere a un percorso di formazione certificata articolato in 6 moduli, progettati per fornire strumenti e materiali dedicati all’approfondimento delle tematiche spaziali attraverso un approccio STEM.

Il completamento dei corsi non è obbligatorio ai fini della partecipazione alle attività con la classe. Le classi scelgono una delle cinque parole proposte e sviluppano un elaborato originale collegato alla relativa sfida. I lavori possono assumere forme diverse, tra cui podcast, video, disegni e modellini, utilizzando i materiali e le linee guida messi a disposizione dal progetto. Ai docenti iscritti viene inoltre inviato un kit didattico per supportare la scelta della parola e l’impostazione dell’attività in classe. 

È proprio questa integrazione a caratterizzare l’impostazione istituzionale dell’iniziativa: la cultura spaziale non viene proposta esclusivamente come insieme di conoscenze da trasmettere, ma come materia sulla quale costruire un’esperienza didattica. La formazione degli insegnanti diventa quindi il passaggio attraverso cui i contenuti possono essere portati nelle classi e rielaborati dagli studenti.

La prima finestra di svolgimento delle attività è prevista da settembre a novembre 2026. Il percorso indica l’avvio della formazione dei docenti da settembre, il lavoro di gruppo nelle classi da ottobre e, da novembre, la pubblicazione degli elaborati nell’Atlante Digitale, lo spazio della piattaforma destinato a raccogliere i lavori ricevuti. Non è prevista una classifica a punteggio; le scuole aderenti riceveranno gadget spaziali e un attestato destinato a tutte le bambine e i bambini.

Per l’Agenzia Spaziale Italiana, il progetto rappresenta uno strumento per portare le tematiche spaziali all’interno del percorso educativo già dalla scuola primaria. La scelta di rivolgersi contemporaneamente agli insegnanti e agli alunni consente infatti di intervenire non soltanto sull’attività destinata agli studenti, ma anche sulle competenze di chi dovrà accompagnarli nell’esplorazione dei contenuti scientifici.

La struttura del programma aggiunge una dimensione nazionale al progetto. Il format prevede infatti una mappatura delle scuole che contribuiscono all’iniziativa e indica un’attenzione specifica all’accessibilità territoriale, comprese le scuole situate nei contesti più disagiati.

Tra gli obiettivi dichiarati figurano inoltre lo sviluppo dell’interesse per le STEM, del lavoro di gruppo e del pensiero critico, insieme alla conoscenza delle professioni spaziali fin dalla scuola primaria. Dal punto di vista istituzionale, Contest Spàzio segnala quindi l’attenzione verso la costruzione di un rapporto più precoce tra sistema educativo e cultura spaziale.

In un settore fondato su competenze scientifiche e tecnologiche altamente specializzate, avvicinare gli studenti alle STEM fin dai primi anni di scuola significa innanzitutto ampliare le occasioni di conoscenza di discipline che costituiscono una componente essenziale delle attività spaziali. Il valore dell’iniziativa risiede perciò anche nel metodo scelto: partire dal linguaggio e dalla creatività per arrivare a concetti scientifici, dati e simulazioni. Una modalità con cui l’ASI introduce la cultura spaziale nella scuola primaria, utilizzandola come terreno per avvicinare gli alunni a concetti e strumenti scientifici.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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