
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Dopo otto anni il Comitato Militare della Nato torna a Kiev al completo, trasformando una missione di consultazione in un segnale strategico rivolto anche a Mosca. Guidati dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, i rappresentanti militari dei 32 Alleati hanno incontrato il comandante in capo delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi e lo Stato Maggiore per acquisire direttamente la valutazione del campo di battaglia, discutere le priorità militari di Kiev e trasferire nell’Alleanza le lezioni maturate in oltre quattro anni di guerra ad alta intensità.
“Il legame tra Nato e Ucraina è sempre più forte”, ha affermato Cavo Dragone nel video-messaggio registrato nella capitale e diffuso da UkrInform, ribadendo il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Paese. Ma il passaggio più netto guarda oltre il fronte ucraino e investe la crescente competizione ibrida sul territorio alleato. A chi ritiene che “atti di sabotaggio, cyberattacchi e violazioni dello spazio aereo” possano incrinare il sostegno occidentale, l’ammiraglio replica: “State fallendo. Il sostegno della Nato all’Ucraina continua a crescere e la nostra unità è più forte che mai”.
Un messaggio che salda il conflitto convenzionale alle minacce sotto soglia e attribuisce alla Russia “la piena responsabilità di questo comportamento pericoloso e inaccettabile”. La missione segue quella del Consiglio Nord Atlantico del 3 giugno, quando a Kiev si riunì per la prima volta il Consiglio Nato-Ucraina. Questa volta il baricentro è eminentemente militare: priorità operative, lessons learned e capacità di tradurre l’esperienza ucraina in maggiore prontezza alleata.
(ITALPRESS).








