BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – L’abbattimento di un drone nei cieli lituani da parte di caccia italiani è il caso concreto con cui il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha aperto a Bruxelles il confronto con il premier lituano Mindaugas Sinkevicius. “La Nato difende ogni centimetro del territorio alleato, contro qualsiasi minaccia e da qualsiasi direzione”, ha detto il segretario generale, ricordando l’intervento del 15 settembre dei velivoli schierati a Siauliai: “Questa è la difesa collettiva in azione”.
La prontezza dei piloti mostra il funzionamento del dispositivo alleato; la frequenza delle incursioni impone però una risposta sostenibile nel tempo. La Nato rafforzerà quindi la difesa aerea e antimissile integrata con un approccio multilivello “a 360 gradi” e sistemi antidrone meno costosi: “Non dobbiamo usare caccia avanzati contro minacce a basso costo”
L’iniziativa Drone Edge prevede, secondo il testo ufficiale dell’Alleanza, oltre 40 miliardi di dollari di investimenti alleati in capacità di contrasto nell’arco di cinque anni e un aumento degli operatori di droni addestrati entro il 2027.
Rutte ha collegato la protezione dei cieli alla presenza Nato nel Baltico, alle forze terrestri avanzate in Lituania e allo sviluppo dell’area addestrativa di Rudninkai. Ha lodato Vilnius per una spesa nella difesa in senso stretto stimata quest’anno al 5,38% del Pil e per il sostegno militare a Kiev pari ad almeno lo 0,25% del Pil ogni anno. La Lituania ha inoltre versato 38 milioni di dollari all’industria della difesa ucraina e promesso aiuti alle infrastrutture energetiche e ferroviarie. Sinkevicius ha definito la situazione europea “complessa e tesa”, descrivendo le azioni russe come sempre più ostili e meno contenute.
Per il premier, deterrenza, preparazione del fianco orientale e sostegno all’Ucraina rispondono allo stesso principio: “La nostra sicurezza è condivisa e la nostra risposta è collettiva”. Rutte ha riconosciuto che sabotaggi, droni e attacchi informatici possono produrre danni concreti e ha chiesto agli Alleati di condividere le informazioni e attribuire le responsabilità quando le prove lo consentono.
L’Estonia lo ha fatto per l’incendio doloso contro un edificio di Milrem Robotics, attribuito dal suo governo ai servizi russi. La risposta, ha precisato, può essere visibile o riservata, simmetrica oppure no. Il suo messaggio a Mosca resta politico oltre che militare: “Faremo di più per l’Ucraina, non di meno”.
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