Invocato l’aiuto di Eupalla anche questo campionato è finito. Non senza emozioni, come insegna l’antica regola di giocare tutti insieme. E adesso, tutta d’un fiato, la notizia: la Roma con Malen e Dybala insieme e con un gol di El Shaarawy conquista l’adorato posto in Champions insieme allo spettacoloso Como di Fabregas che annienta la Cremonese con un poker. Il Milan e la Juve finiscono in Europa League. La Juve sfortunata protagonista dell’ultima puntata. Mancavano giusto gli incidenti di Torino per chiudere il campionato più confuso di sempre. Giorni e giorni a discutere come evitare eventuali incidenti per il derby di Roma, ecco improvvisamente una falla nella sicurezza a Torino. All’inizio ne esce ferita la Juve – soprattutto per quel tifoso portato in ospedale in codice rosso – la cui partita ha rischiato di non essere giocata. Spalti vuoti per violenza e paura. Poi al 23′ – mentre gli altri giocavano la fase bollente dei cinquanta – un gol di Vlahovic, come una dolce vendetta del serbo perseguitato da tre allenatori, ha riaperto le braccia alla felicità. E adesso spazio alla giostra delle panchine. Conte e Spalletti su tutti. Cerchiamo di evitare il Conte Azzurro. Finirebbe come Spallettone. Finito? No, personalissimi complimenti al Lecce di Sticchi Damiani, Pantaleo Corvino, Eusebio Di Francesco e Lamek Banda. Ma questa è un’altra (bella) storia.
(Dicevo dei Cinquanta, direi il bello del calcio da raccontare minuto per minuto. Al 51′ lo 0 a 2 del Como a Cremona; al ’54 risponde la Cremonese, 1 a 2. Al 56′ la Roma passa a Verona e suonan le campane. Al 56′ batosta per il Milan, segna Rodriguez, 1 a 2 per il Cagliari. A Milano suonan le sirene.
“Era un presagio dolce e lusinghiero
Il Piave mormorò: “Non passa lo straniero”
Ho l’età per avere nostalgie scolastiche, quando ancora non era sicuro “il Canto degli Italiani” e ogni tanto fra i banchi o in gita ci si esibiva nella “Canzone del Piave”. Naturalmente non immaginavo che un giorno ne avrei usato due versetti per una patriottarda battaglia calcistica ma in queste ore è risuonata una volta di più la richiesta disperata: la grande sfida per due posti nella futura Champions (Inter e Napoli già promossi) visto che nessuna squadra italiana è arrivata fino in fondo nel Continente, Europa League, Conference League e derivate comprese. Questo, dopo essere stati cacciati per la terza volta dal Mondiale. Eccomi, a gridare “Non passa lo straniero!” perchè mi ascolti Malagò , futuro leader del pallone, trovando il modo – c’è, sicuramente – di smettere di sprecare risorse plurimilionarie per ingaggiare campioni presunti e bufale certe. Con tanti giovani italiani appiedati, club e Nazionali demoliti.
Tra Eupalla e sirene: la notte che ha deciso tutto
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