La grande fuga dell’Inter onora la chiusura dei Giochi d’Inverno, il record delle trenta medaglie, le Donne d’Oro, la grande organizzazione voluta da Malagò e la città di Milano (tradita solo dal Milan). Sognavo un turno di campionato “pulito” perchè il calcio-fango non fosse ulteriormente accostato ai Giochi Invernali più belli della storia. Purtroppo nel Calciovar ci siamo fatti riconoscere e per fortuna Milano (Cortina e dintorni sono bellezze…immacolate) è stata se non altro celebrata dalla Beneamata rispolverata per le grandi occasioni. Per molti – in particolare i napoletani, ovviamente esclusi i bergamaschi – l’ennesimo errore della VAR in Atalanta- Napoli è un danno esiziale che potrebbe allontanare la squadra di Conte dalla Champions. Un gol annullato, un rigore negato e gli azzurri costretti a inginocchiarsi davanti alla Dea. Alla fine, comunque, una sentenza: per perdere lo scudetto l’Inter dovrebbe ritirarsi. Milan, Napoli, Roma, Juventus, Como e Atalanta hanno cominciato un campionato a parte, quello del business di una Coppa dei Campioni riservata agli sconfitti. C’è molta retorica nel confronto fra i Giochi e il Calcio, tuttavia la verità è innegabile. A parte la straordinaria qualità dell’organizzazione fra il Cittadone lombardo, Cortina e le altre meraviglie delle nevi – dettaglio dedicato agli italici disfattisti – il successo degli atleti e il record delle trenta medaglie hanno un immenso valore storico e sociale: poi abbiamo le donne più forti (e più belle) del mondo in attività sportive che richiedono un impegno fisico e mentale straordinario.
Il caso Brignone è esemplare: la si ritiene perduta per sempre dopo una rovinosa caduta e invece dopo dieci mesi è la Regina dei Ghiacci con due medaglie d’oro. Ho proposto una medaglia anche a chi l’ha curata in un mondo, quello olimpico, che ha rivelato non solo la forza sportiva degli atleti ma anche il trionfo scientifico. La rapida guarigione di Goggia e Brignone mi ha ricordato il Mondiale USA del ’94: Baresi fu fermato da un menisco, l’ortopedia americana ce lo restituì in pochi giorni. Stupore, allora. Oggi il CONI le sue federazioni e le benemerite Armi che gestiscono gli atleti hanno trovato taumaturghi anche in Italia.
Mentre scrivo c’è qualche allenatore che lamenta numerosi giocatori infortunati, fa tenerezza il ritorno a Napoli – dopo mesi di cure – del grande Kevin De Bruyne con il trasportino dei gatti, la famiglia e un saluto sorridente ai tifosi. Si fece male il 25 ottobre scorso, segnando un gol su rigore la cui esecuzione gli procurò una lesione muscolare gravissima. Il suo gol nella vittoria per 3 a 1 sull’Inter. Un segno del destino.
(Nel frattempo suggerisco alla città di Napoli e alla sua squadra di dedicarsi con passione all’evento che sposterà l’attenzione del mondo dall’Italia del Nord al golfo per la 38ª edizione della prestigiosa Americàs Cup di vela in programma il 10 luglio 2027).
La grande fuga dell’Inter onora la chiusura dei Giochi Invernali
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