Relazione Ue sullo Stato di diritto: “L’Italia attui la riforma sulla diffamazione, più sforzi sulla libertà di stampa”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha pubblicato la sua settima relazione annuale sullo Stato di diritto, valutandone la situazione in tutti gli Stati membri dell’UE. Nel capitolo dedicato all’Italia, la Commissione spiega che “l’assunzione di magistrati e personale amministrativo negli organi giudiziari prosegue a ritmo sostenuto, nell’intento di colmare carenze persistenti. Il Governo ha indetto concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato della maggior parte del personale delle cancellerie. La sostenibilità del carico di lavoro dei giudici tributari togati e dei giudici di pace rappresenta una sfida. Il Governo ha presentato al Parlamento un disegno di legge sulla professione forense, elaborato in collaborazione con le associazioni di categoria“. Inoltre “sono stati fatti ulteriori passi avanti verso il completamento del sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure, grazie a una cooperazione concreta tra l’esecutivo e la magistratura per sopperire alle lacune e ai ritardi iniziali: salvo alcuni elementi ancora in sospeso, l’iter dei procedimenti penali di primo grado è ora interamente digitalizzato. Prosegue la tendenza positiva di riduzione dei tempi di esaurimento, ma la durata dei procedimenti giudiziari resta un problema serio”.

“Procede anche lo smaltimento dell’arretrato, in particolare per le cause più vecchie. Non avendo raggiunto la maggioranza dei voti a favore nel referendum, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri non si è concretizzata – spiega Bruxelles -. È stata adottata una nuova strategia nazionale anticorruzione per il periodo 2026-2028. Il quadro penale di lotta alla corruzione è stato stabilizzato, con una sentenza della Corte costituzionale secondo la quale la legge che riduce il perimetro del reato di traffico di influenze illecite non viola la Costituzione. È stato mantenuto il ritmo delle condanne per corruzione”. Nel rapporto si legge anche che “mentre il disegno di legge sul conflitto di interessi è ancora in attesa di approvazione in Parlamento, ad agosto 2025 sono state abrogate le norme vigenti sulle restrizioni al conferimento di incarichi successivi a ex funzionari pubblici locali. La Camera ha approvato un disegno di legge sull’attività di lobbying, ora al vaglio del Senato. Restano invece fermi in Parlamento i disegni di legge sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, che affrontano la questione delle donazioni private ai partiti incanalate attraverso fondazioni politiche. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha emanato linee guida supplementari in materia di segnalazione di illeciti. Il varo della piattaforma unica della trasparenza migliora la trasparenza degli appalti pubblici, che rimangono un settore ad alto rischio. L’autorità di regolamentazione dei media è indipendente nell’esercizio delle proprie funzioni e sono state introdotte modifiche legislative per rafforzarne l’autonomia finanziaria. Il Parlamento è al lavoro su una riforma della governance e delle norme di finanziamento dei media del servizio pubblico”.

“Esiste un sistema di finanziamento pubblico per l’assegnazione delle risorse e il finanziamento di politiche e iniziative a sostegno del settore dei media. Sono in fase di sviluppo nuove iniziative legislative sulla protezione dei giornalisti, ma le aggressioni fisiche e altre forme di intimidazione continuano a destare preoccupazione. Non si sono registrati sviluppi per quanto riguarda la riforma sulla diffamazione a mezzo stampa, ancora in sospeso – spiega ancora la Commissione Europea -. Il progetto di riforma costituzionale volta a introdurre l’elezione diretta del Presidente del Consiglio resta sul tavolo del Parlamento. I portatori di interessi hanno continuato a esprimere preoccupazione per il ricorso eccessivo alla decretazione d’urgenza e alle mozioni di fiducia, mentre la Camera dei deputati ha adottato misure per limitarne l’uso in futuro. Sono stati compiuti i primi passi verso la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani (NHRI)”. “È iniziata l’attuazione della legge sulla sicurezza del 2025 ed è stato convertito in legge un nuovo decreto d’urgenza nel settore della sicurezza interna; alcuni portatori di interessi hanno manifestato riserve circa il possibile impatto dei due atti sullo spazio civico e sull’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali”, conclude la Commissione.

Nel dettaglio Bruxelles raccomanda all’Italia “di completare il sistema digitale di gestione delle cause in tutti i gradi di giudizio”. Inoltre “non sono stati compiuti ulteriori progressi in merito alla proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi, mentre si registrano progressi limitati nell’adozione di norme complessive sul lobbying per l’istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi in quanto la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge sull’attività di lobbying, ora al vaglio del Senato. Si raccomanda dunque all’Italia di portare avanti l’attività legislativa volta a disciplinare in modo sistematico i conflitti di interessi e ad adottare norme complessive sul lobbying e istituire un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi”. Secondo Bruxelles “non si sono registrati progressi per quanto riguarda la risposta alla pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e l’introduzione di un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne, dato che i disegni di legge presentati in Parlamento non sono ancora stati discussi. Si raccomanda dunque all’Italia di intensificare l’impegno per affrontare la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne”.

“Non si sono registrati progressi nel processo legislativo del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche. Si raccomanda dunque all’Italia di portare avanti la riforma in materia di diffamazione e al contempo garantire la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti – scrive ancora la Commissione nelle sue Raccomandazioni -. Si riscontrano progressi limitati in merito alla creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani, in quanto sono stati compiuti i primi passi per rilanciare l’iniziativa ma vari disegni di legge sono ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento. Si raccomanda dunque all’Italia di costituire un’istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite”. Per quanto riguarda le altre raccomandazioni formulate nel 2025, la Commissione conclude che “sono stati compiuti alcuni ulteriori progressi nel provvedere affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato per l’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l’indipendenza, come attesta l’avanzamento dei lavori parlamentari su un progetto di riforma. Poiché gli argomenti di questa raccomandazione sono oggetto delle disposizioni del regolamento europeo sulla libertà dei media, anche se la relazione sullo Stato di diritto continuerà a seguire gli sviluppi significativi e a riferire sulle loro conseguenze, l’ulteriore follow-up sarà svolto nel quadro del sostegno prestato dalla Commissione agli Stati membri e dell’attuazione di detto regolamento”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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