BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Anche quest’anno ho affrontato il mio lavoro con lo stesso spirito che ha accompagnato tutta la mia esperienza pubblica: mettere le istituzioni al servizio delle persone, difendere la legalità, contrastare le mafie e contribuire alla costruzione di un’Europa capace di proteggere i suoi cittadini e le sue comunità”. Così l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Antoci, nell’introduzione al report sul suo secondo anno di mandato.
“La Direttiva Anticorruzione ha rappresentato uno dei pilastri del mio lavoro legislativo di quest’anno al Parlamento Europeo – spiega Antoci -. Mi sono battuto con determinazione per rafforzare gli strumenti di prevenzione, contrasto e repressione della corruzione, nella convinzione che legalità e trasparenza siano condizioni imprescindibili per la credibilità delle istituzioni e per la tutela delle risorse pubbliche. Con l’approvazione della Direttiva abbiamo raggiunto un risultato politico di grande rilievo: abbiamo reso possibile la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio nell’ordinamento italiano, dopo la sua improvvida abolizione da parte del Governo Meloni. Ritengo che quella scelta abbia rappresentato un grave arretramento nella lotta alla corruzione”.
“L’Europa ha invece indicato una strada diversa, riaffermando con forza che chi esercita un potere pubblico deve rispondere delle proprie condotte e che gli strumenti di contrasto alla corruzione non possono essere indeboliti, ma rafforzati – sottolinea l’esponente del M5S -. Quando parliamo di crimine organizzato trattiamo un fenomeno che non è più confinato a determinati territori, ma è sempre più internazionale, capace di infiltrarsi nell’economia legale, nei grandi investimenti, nei mercati finanziari e persino nelle risorse che l’Unione europea mette a disposizione per lo sviluppo dei suoi Stati membri. Per questo sono convinto che la lotta alla criminalità organizzata debba diventare una priorità per l’intera Europa”.
“In questi mesi ho continuato a lavorare nelle Commissioni parlamentari, partecipando ai lavori legislativi, presentando interrogazioni, intervenendo nei dibattiti e promuovendo iniziative volte a rafforzare gli strumenti europei di prevenzione e contrasto alle organizzazioni criminali, alla corruzione e alle frodi che colpiscono gli interessi finanziari dell’Unione – aggiunge Antoci -. Ma il Parlamento europeo non può essere un luogo distante dai cittadini. Per questo ho continuato a dedicare tempo all’ascolto dei territori, incontrando amministratori locali, associazioni, rappresentanti delle forze dell’ordine, magistrati, imprese, studenti e cittadini. Ogni incontro rappresenta un’occasione per comprendere meglio le difficoltà, raccogliere proposte e trasformarle in iniziative concrete”.
“Ho sempre pensato che la legalità non sia soltanto il rispetto delle regole. È una cultura che si costruisce ogni giorno attraverso l’esempio, la responsabilità e il coraggio delle scelte. È il presupposto indispensabile per garantire libertà, sviluppo economico, giustizia sociale e pari opportunità – spiega ancora l’eurodeputato -. Per questo motivo ho continuato a dedicare particolare attenzione ai giovani. Incontrare studenti e studentesse, confrontarmi con loro nelle scuole e nelle università e accoglierli nelle istituzioni europee significa investire sul futuro. La lotta alle mafie non si vince soltanto con le leggi o con le operazioni di polizia, ma formando cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il valore della partecipazione, della responsabilità e del bene comune. Sono consapevole che il lavoro da fare è ancora tanto. Le sfide che abbiamo davanti richiedono determinazione, competenza e collaborazione tra istituzioni, società civile e cittadini. Ma sono altrettanto convinto che l’Europa possa diventare sempre più un presidio di legalità, giustizia e solidarietà, capace di dare risposte concrete a chi ogni giorno sceglie di vivere e lavorare onestamente”.
Nel report viene sottolineato tra l’altro che Antoci ha il 96,6% di presenze all’Europarlamento e ha presentato 70 interrogazioni, di cui 58 a prima firma e 12 in co-firma. Riguardo alle attività legislative, tra i dossier conclusi la Direttiva Anticorruzione (UE) 2026/1021: reintroduzione obbligatorietà dell’abuso d’ufficio; conclusione, a nome dell’Unione europea, della Convenzione ONU contro il Cybercrime; raccomandazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell’accordo tra Eurojust e Libano sulla Cooperazione giudiziaria penale; conclusione dell’Accordo Europol – Ecuador sulla Cooperazione per la lotta contro la criminalità grave e il terrorismo; proposta di risoluzione sul Reclutamento di minori da parte della criminalità organizzata. Tra i dossier in corso il Programma sulla digitalizzazione della giustizia 2028-2034 e abrogazione del regolamento (UE) 2021/693; Istituzione del sostegno dell’Unione alla sicurezza interna per il periodo dal 2028 al 2034; Monitoraggio e controllo dei precursori della droga e abrogazione dei regolamenti (CE) n. 273/2004 e (CE) n. 111/2005; Strategia Europea Anticorruzione; Direttiva sulla lotta al traffico di armi da fuoco e ad altri reati connessi alle armi da fuoco.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).










