Sono oltre 544 mila le entrate programmata dalle imprese nel mese di maggio

ROMA (ITALPRESS) – Sono 544.100 le entrate programmate dalle imprese nel mese di maggio, mentre nel trimestre maggio-luglio il fabbisogno complessivo raggiunge 1,7 milioni di contratti. Rispetto alle previsioni dello stesso periodo del 2025 si registra una flessione pari a oltre 26mila unità (-4,6%) nel mese e a circa 42mila (-2,4%) nel trimestre.

Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro resta elevato: a maggio risulta difficile reperire il 42,9% dei profili ricercati, una quota comunque in diminuzione rispetto al 46,6% registrato nel 2025. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che elabora le previsioni occupazionali per il mese di maggio.

Le occasioni di lavoro offerte dal settore dei servizi sono 368mila a maggio e 1,2 milioni entro luglio. Le imprese della filiera turistica esprimono la domanda più elevata con 129mila lavoratori ricercati a maggio e 440mila nel trimestre maggio-luglio. Seguono poi commercio (68mila nel mese e 220mila nel trimestre) e i servizi alle persone (57mila nel mese e 196mila nel trimestre).

Nel complesso, il settore industriale prevede oltre 131mila entrate nel mese e 400mila nel trimestre, di cui una parte significativa nel manifatturiero (81mila nel mese e 253mila nel trimestre), che esprime le maggiori opportunità nei comparti della meccanica ed elettronica (18mila nel mese e 56mila nel trimestre), dell’alimentare (14mila nel mese e 56mila nel trimestre), della metallurgia (14mila nel mese e 43mila nel trimestre) e del tessile-abbigliamento (9 mila nel mese e 24mila nel trimestre).

Per quanto riguarda le costruzioni, le imprese programmano 50mila ingressi nel mese e 148mila nel trimestre. Il settore primario programma oltre 45mila entrate a maggio, in crescita di oltre 3mila unità rispetto a maggio 2025, e 129mila nel trimestre, pari a quasi 5mila unità in più rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Queste sono principalmente concentrate nell’agricoltura: le imprese del comparto delle coltivazioni ad albero ne prevedono 19mila nel mese e 53mila nel trimestre, mentre quelle impegnate nelle coltivazioni di campo ne prevedono 14mila nel mese e 40 mila nel trimestre. Il comparto dei servizi connessi all’agricoltura, invece, programma 4mila nuovi ingressi a maggio e 11mila nel trimestre.

Dal punto di vista contrattuale, il mercato del lavoro continua a essere caratterizzato da una netta prevalenza dei rapporti a termine: i contratti a tempo determinato rappresentano il 63,5% delle entrate programmate, mentre quelli a tempo indeterminato si attestano al 15,5%.

Le difficoltà di reperimento, sebbene in riduzione, restano elevate e riguardano il 42,9% delle posizioni offerte pari a circa 234mila posti. Le criticità risultano particolarmente accentuate in alcuni comparti industriali, tra cui le industrie del legno e del mobile (61,7%), la metallurgia (59,4%) e il tessile-abbigliamento (57,0%), oltre che nelle costruzioni (54,9%), dove la domanda di lavoro incontra maggiori ostacoli nel reperimento di profili idonei.

Tra le professioni più difficili da reperire emergono in particolare gli operai specializzati (il 55,5% dei profili ricercati è di difficile reperimento), con punte che superano il 70% per meccanici, manutentori e fabbri ferrai. Criticità rilevanti si riscontrano anche per le professioni tecniche (difficili da reperire il 51,2%) e in particolare per tecnici della salute (65,9%), tecnici dei processi produttivi (62,5%) e figure tecniche in ambito ingegneristico (60,9%). Nel settore primario risultano di difficile reperimento il 36,1% delle posizioni aperte.

A riscontrare le maggiori difficoltà nel settore sono le posizioni nella categoria dei dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (66,9%), tra le quali spiccano quelle aperte per tecnici dei rapporti con i mercati (92,1%). Gli altri gruppi professionali tra i quali si riscontrano le maggiori difficoltà sono gli allevatori e operai specializzati della zootecnia (62,9% di difficile reperimento), il personale non qualificato addetto alle foreste, cura degli animali, pesca e caccia (56,2%), gli esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione (51,6%) e i conduttori di macchine agricole (51,3%).

La quota della domanda rivolta a lavoratori immigrati è pari a 134mila entrate previste (24,6% del totale). I settori che ricorrono maggiormente a questa componente della forza lavoro sono il tessile-abbigliamento (41,4%), l’agricoltura (39,2%) e le costruzioni (34,5%), dove l’incidenza supera ampiamente la media. Le opportunità per i giovani restano diffuse (157mila ingressi programmati) e interessano una quota rilevante delle entrate (29%), soprattutto nei servizi finanziari e assicurativi (45,5%), servizi ICT (43,3%), commercio (39,3%).

Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità di lavoro si concentrano nel Sud e Isole, con oltre 180mila entrate nel mese, seguiti dal Nord Ovest (131mila) e dal Nord Est (125mila), mentre il Centro (107mila) si attesta su livelli più contenuti. La difficoltà di reperimento risulta diffusa su tutto il territorio nazionale, con intensità maggiore nelle aree a più alta concentrazione industriale del Nord Ovest (46,4%) e del Nord Est (45,7%).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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