Scuola, Valditara “Dalle quattro regioni commissariate strumentalizzazioni politiche”

ROMA (ITALPRESS) – “Erano rimaste le uniche a non aver fatto gli accorpamenti delle scuole previsti dal Pnrr, nonostante avessimo concesso loro negli scorsi due anni ben due deroghe, che ci sono costate 16 milioni di euro”. Così in un’intervista al Corriere della Sera il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, spiega la decisione presa dal Cdm di lunedì sul commissariamento delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, che non hanno ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico.

“Ci sono due sentenze e un’ordinanza della Corte costituzionale, sei sentenze del Consiglio di Stato e tre del Tar che hanno dato ragione a noi contro i loro ricorsi”, sottolinea Valditara. “La Corte costituzionale ha confermato che non si chiudono plessi scolastici né si intacca il servizio agli studenti, anzi, riducendo le attività amministrative dei dirigenti, si garantisce maggiore efficienza. È un accorpamento giuridico di due enti che diventano uno, ma le scuole rimangono le stesse, negli stessi luoghi”, prosegue. Per il ministro dietro il comportamento delle 4 Regioni “ci sono evidenti ragioni di strumentalizzazione politica”. E ribadisce: “Il servizio non è intaccato: nelle scuole che accorpiamo c’era già un preside reggente e noi non licenziamo personale”. 

“Da quando ci siamo insediati abbiamo valorizzato economicamente come non mai la figura dei dirigenti scolastici. L’eccesso di reggenze era una patologia che il Pnrr ha voluto superare – prosegue il ministro -. Ricordiamo semmai che abbiamo fatto due concorsi, che non si facevano dal 2017, e così abbiamo assunto 889 nuovi presidi e oltre 300 dovrebbero arrivare l’anno prossimo”.

Il dimensionamento, che ha stabilito un rapporto fra la popolazione studentesca e il numero di scuole, è stato voluto e concordato dal governo Draghi con la Commissione europea, trasformandolo in un obiettivo del Pnrr, alla cui realizzazione è collegato il pagamento di alcune rate – aggiunge -. Noi abbiamo migliorato i criteri che avevamo ereditato “salvando” 187 autonomie scolastiche. Nel 2025 abbiamo ridotto di 80 unità gli accorpamenti considerando il minor calo della popolazione studentesca”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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