Oggi lo sciopero generale in tutta Italia, cortei e studenti in piazza. Cori contro Meloni a Torino, momenti di tensione a Napoli

ROMA (ITALPRESS) – L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per oggi lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. L’agitazione è stata proclamata contro il carovita, i salari bassi, i prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità e le bollette fuori controllo, la guerra e le politiche di riarmo. Tornano in piazza anche gli studenti, nelle principali città d’Italia.

A MILANO PARTITO IL CORTEO VERSO LA TANGENZIALE

È partito, ingrossandosi ancora di più, il corteo di lavoratori, studenti e insegnanti che si è radunato davanti alla Stazione Centrale. La manifestazione procede ora attraverso via Vitruvio per iniziare il percorso per raggiungere la tangenziale. Durante il tragitto, il filone dovrebbe congiungersi con il corteo studentesco partito da Piazza Leonardo Da Vinci.

CORTEO DI TORINO AL VIA CON LAVORATORI E STUDENTI

È partito poco fa da piazza Palazzo di Città, di fronte alla sede del Municipio, il corteo organizzato a Torino per lo sciopero generale indetto dalla sigla Unione Sindacale di Base. In capo al serpentone campeggia uno striscione che recita “Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo”. L’ingresso di Palazzo Civico è chiuso e protetto dal cordone delle forze di polizia. Fra le bandiere presenti ci sono quelle del Pci, di Potere al Popolo e dei Cobas, oltre a quelle della Palestina. Lo spezzone studentesco partito dall’ateneo di Palazzo Nuovo ha imboccato via Po per raggiungere la manifestazione principale, ed è qui che si è registrato qualche momento di tensione con il cordone di polizia all’altezza di via Rossini, ma i manifestanti sono comunque riusciti a passare e raggiungere la piazza occupata dai lavoratori. Proprio nella piazza davanti al Comune, dove si sono riunite centinaia di persone, gli agricoltori hanno versato a terra due bidoni di letame “contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche”. Tanti i giovani presenti che sorreggono cartelli che dicono “No al carovita”.

“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.

USB GENOVA “OGGI BLOCCHIAMO TUTTO”

“Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo per un corteo, entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra e sta diventando sempre più casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, a Singapore o Taiwan”. Lo ha spiegato José Nivoi, referente Usb dei portuali di Genova, a margine dei blocchi scattati questa mattina ai principali varchi dello scalo. Nel capoluogo ligure è previsto un concentramento degli studenti alla stazione Principe, poi l’appuntamento al Terminal Traghetti per il corteo programmato al momento nel primo pomeriggio verso il centro città. “Noi siamo stanchi delle politiche che abbiamo visto negli ultimi 30 anni, non negli ultimi anni di governo Meloni – ha aggiunto Nivoi -. Meloni ha aggravato la situazione perché sta andando verso un aumento della repressione, invece di pensare ai salari dei lavoratori, al caro benzina, al fatto che non ci sono case in Italia per chi è sotto la soglia di povertà, e parliamo di 5,4 milioni di lavoratori. E poi non vogliamo più stare nel sistema di guerra. Oggi partecipano a questo sciopero 115 porti a livello mondiale, di cinque continenti diversi con 16 lingue diverse, perché le condizioni di vita che stiamo vivendo in Italia le vivono in tutto il mondo. Ci siamo stancati e stiamo cercando di dare una risposta per cambiare questa politica, non è più possibile che non siamo ascoltati”.

La precettazione “non ci interessa”, Salvini “non ha capito che si va fino in fondo adesso. Che faccia il suo lavoro o che si dimetta”. Lo ha detto José Nivoi, referente Usb dei portuali genovesi, a margine dei blocchi scattati questa mattina nell’ambito dello sciopero generale. “Non funziona così, bisogna che intanto si occupi dei trasporti e non della propaganda politica coi militari a Milano – ha aggiunto -. Non c’è un treno in orario. Lavoro in porto e non c’è niente in orario, è un disagio continuo. Oltretutto la riforma portuale andrà a regalare in futuro il 25% del Pil italiano ai privati”.

MIGLIALIA DI PERSONE ATTESE ALLA MANIFESTAZIONE DI BOLOGNA, ALLERTA POSSIBILI SCONTRI

Giornata di manifestazioni a Bologna, dove è tutto pronto per lo sciopero generale indetto da USB contro il carovita per il quale sono attese in città migliaia di persone pronte a protestare contro “L’impennata dei prezzi, a partire da quelli dei carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori che ormai non recuperano più neanche l’inflazione; di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo”, come spiega l’Unione Sindacale di Base. Alla mobilitazione hanno aderito anche studenti, collettivi e associazioni. Il corteo di Usb ha come punto di ritrovo Piazza Maggiore e si snoderà fino a piazza Lucio Dalla, sotto la tettoia Nervi. Previsti appuntamenti diversi per il mondo studentesco schierato tra Via Matteotti, all’altezza del Teatro Testoni, non lontano dal ponte della stazione, porta San Donato e Via Zamboni, in piena zona universitaria. Nonostante gli appelli a manifestare pacificamente lanciati dalle scorse ore dall’Unione sindacale di Base, resta alta l’allerta per possibili scontri, come quelli che hanno interessato la città il 17 e il 24 ottobre scorsi.

A NAPOLI MANIFESTANTI ABBANDONANO IL PERCORSO ORIGINARIO

I manifestanti che partecipano al corteo per lo sciopero generale a Napoli hanno abbandonato il percorso inizialmente predisposto e si sono diretti verso la stazione centrale. A sbarrargli la strada un cordone di forze dell’ordine, schierate con caschi, manganelli e scudi. Dalla testa del corteo i manifestanti scandiscono lo slogan “Blocchiamo tutto” e intonano il coro “Poliziotti, fateci passare”.

IERI IL VERTICE AL VIMINALE, PREVISTO DISPOSITIVO PER ISOLARE I VIOLENTI

Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto ieri al Viminale una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione. Nel corso dell’incontro è stata condivisa un’approfondita analisi delle manifestazioni di piazza in programma nel fine settimana. In particolare, sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni. Le forze dell’ordine, insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma.

Anche grazie a un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle forze di polizia, sarà messa in campo un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze.

Durante la riunione Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento per l’impegno di tutti gli operatori delle forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse.

SALVINI “SPERO CHE MANIFESTAZIONI SIANO CIVILI”

“Speriamo che tutti rispettino la legge e spero che chi scenderà in piazza lo faccia in maniera civile, colorata, rumorosa, perché tutti hanno il diritto e il dovere di manifestare, di farsi ascoltare, però non danneggiando, a volto scoperto, non attaccando le forze dell’ordine, non causando danni a beni pubblici o privati”. Lo ha detto ieri Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, a proposito dello sciopero generale a margine degli Stati generali della logistica del Nord Ovest a Genova. “Io ho fatto il mio dovere di ministro, precettando coloro che non hanno diritto di convocare uno sciopero che hanno convocato. Ad esempio lo Stato garantisce tutti i treni regolari come in una normale giornata”, ha aggiunto.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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