ROMA (ITALPRESS) – Israele avvierà i negoziati con il Libano “il prima possibile”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un comunicato. “Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele”, ha affermato Netanyahu, “ieri ho incaricato il governo di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano”. I colloqui “si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano”. Netanyahu ha aggiunto che Israele “apprezza l’appello lanciato oggi dal primo ministro libanese – Nawaf Salam – per la smilitarizzazione di Beirut”.
MATTARELLA “PAESE INDIPENDENTE SOTTO UNA TEMPESTA DI BOMBARDAMENTI”
“Un Paese indipendente con un nuovo Governo che procede a una stabilizzazione crescente e progressiva oggi è sotto una tempesta di bombardamenti devastanti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso di una conferenza stampa a Praga con il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel, rispondendo a una domanda sul Libano. “C’è un’esigenza che i paesi dell’Unione Europea siano uniti nelle posizioni, per poter dare un contributo occorre concordia e una posizione comune”, ha aggiunto il capo dello Stato.
NUOVI ATTACCHI ISRAELIANI NEL SUD DEL LIBANO, 13 MORTI
E’ di almeno 13 morti il bilancio degli attacchi israeliani effettuati all’alba di oggi nel sud del Libano. Lo riferisce il quotidiano L’Orient Le Jour, secondo cui un raid su Abbasiyé, nella municipalità di Tiro, ha provocato sette morti e quattro feriti, un altro su Zrariyé, nella zona di Sidone, a nord del fiume Litani, ha causato sei morti. Nella tarda serata di ieri, scrivono i media libanesi, è stata nuovamente presa di mira Haret Hreik, nella periferia meridionale di Beirut, una roccaforte del gruppo armato libanese Hezbollah. Il ministero della Salute libanese ha riferito nella notte che 182 persone sono state uccise e 890 ferite negli attacchi israeliani di ieri in Libano, precisando che queste cifre non sono definitive. Ieri l’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito oltre 100 obiettivi, in quella che il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito la più grande operazione dopo l’attacco ai cercapersone usati dai membri di Hezbollah nel 2024. I combattenti della Brigata Paracadutisti dell’esercito israeliano hanno esteso le loro operazioni di terra mirate ad altri obiettivi nel Libano meridionale nel corso dell’ultima settimana. Lo hanno dichiarato le Forze di difesa israeliane (Idf), aggiungendo che le forze hanno ottenuto il controllo operativo dell’area e continuano a colpire le infrastrutture terroristiche per rafforzare la linea di difesa avanzata ed eliminare la minaccia per gli abitanti del nord.
I soldati hanno eliminato decine di miliziani di Hezbollah e rinvenuto equipaggiamento bellico. Nella notte, Hezbollah ha lanciato razzi verso il nord di Israele facendo attivare le sirene d’allarme. Sul piano diplomatico, intanto, si susseguono gli appelli affinché il cessate il fuoco in Iran venga esteso anche al Libano, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ieri ha chiarito che non riguarda il Libano.
IDF “EVACUARE BEIRUT SUD PER RAID CONTRO HEZBOLLAH”
L’esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per i sobborghi meridionali di Beirut, ovvero Dahiyeh, roccaforte del gruppo armato libanese Hezbollah, in vista di nuovi raid aerei. “Le Forze di difesa israeliane (Idf) continuano a operare e ad attaccare le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah in tutta la Dahiyeh. Le Idf non intendono farvi del male, pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente”, avverte il portavoce dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee, in un post su X.
AMBASCIATA D’ITALIA A BEIRUT “RAID SU BEIRUT GRAVISSIMO”
“I raid di ieri su Beirut e sul resto del Libano sono un atto gravissimo e inaccettabile: bombardare una capitale, colpire aree densamente popolate e seminare morte tra i civili significa violare ogni principio del diritto internazionale umanitario”. Così su X l’ambasciata d’Italia in Libano. “L’ambasciata d’Italia a Beirut si unisce al lutto di tutta la Nazione”, conclude il post. Il premier libanese, Nawaf Salam, ha proclamato per oggi una giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime di ieri per gli attacchi israeliani.
TAJANI IN LIBANO NEI PROSSIMI GIORNI
Quella dei negoziati “è una notizia molto positiva. Dopo l’attacco indiscriminato di ieri che ha colpito anche i militari italiani dell’UNIFIL, un attacco inaccettabile, quello di oggi è certamente un passo importante in avanti. Se Israele e Libano dialogano fra di loro direttamente si può fare un percorso che porti alla stabilità di questo Paese che è fondamentale per la stabilità dell’intero Medio Oriente”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del vertice Med9 a Spalato. “L‘Italia vuole essere parte di questa costruzione della stabilità, siamo pronti a fare la nostra parte. Ho parlato a lungo ieri con il presidente Aoun e sto preparando la mia missione nei prossimi giorni proprio a Beirut per dare un segnale di vicinanza a questo Paese, soddisfatto per questo importante passo in avanti che è stato fatto oggi”, ha aggiunto.
GHALIBAF “IL LIBANO È PARTE DEL CESSATE IL FUOCO”
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato con forza che il Libano e l’intero “asse della Resistenza” costituiscono una parte indivisibile dell’accordo di cessate il fuoco. “Il Libano e l’asse della Resistenza sono parte integrante del cessate il fuoco, in quanto nostri alleati”, ha dichiarato Ghalibaf, sottolineando che questa clausola rappresenta il primo punto del piano iraniano in 10 punti accettato da Washington. La presa di posizione del numero due del sistema istituzionale iraniano arriva mentre proseguono le operazioni israeliane nel sud del Libano, considerate da Teheran come una chiara violazione dell’intesa mediata dal Pakistan. Ghalibaf ha ricordato che il rispetto di un cessate il fuoco “in ogni luogo, compreso il Libano”, era esplicitamente previsto nel testo del piano iraniano e confermato pubblicamente anche dal premier pakistano Shehbaz Sharif. Questa dichiarazione rafforza la linea già espressa dal presidente Masoud Pezeshkian, secondo cui qualsiasi prosecuzione degli attacchi su Beirut e sul sud libanese renderebbe privo di senso l’intero processo di negoziato con gli Stati Uniti.
– foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).









