CORTINA (ITALPRESS) – Bisogna avere…Fede. A questi Giochi Invernali Federica Brignone ha rischiato di non esserci, anzi, a dirla tutta, era lei la prima a non sbilanciarsi troppo sulla sua presenza a Milano-Cortina fino a non molte settimane fa. L’infortunio riportato lo scorso aprile ai campionati italiani – frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e rottura del legamento crociato anteriore – appariva come un muro insormontabile. Ma la 35enne valdostana ci ha provato, ci ha creduto, spingendosi oltre le più rosee aspettative, perchè se esserci era già una vittoria, conquistare due ori in quattro giorni era qualcosa di utopistico. E invece la Tigre di La Salle, dopo la vittoria in super-G di giovedì, ha ruggito ancora. Il gigante sull’Olympia delle Tofane è un capolavoro di rara bellezza, con due manche al limite della perfezione davanti alle quali le avversarie non hanno potuto far altro che inchinarsi. E lo hanno fatto davvero, al traguardo, Sara Hector, campionessa uscente, e la norvegese Thea Louise Stjernesund, argento ex aequo staccate di 62 centesimi.
“Mi ha fatto piacere, ero un po’ a disagio, sono delle grandi – il commento quasi imbarazzato di Federica – Con Sara (Hector, ndr) ho già condiviso anche un altro podio olimpico, con loro ho un bellissimo rapporto. L’energia da parte di tutto il mondo dello sci che ho sentito quando sono venuta a Soelden, non per gareggiare, ma per vedere le ragazze, mi ha veramente commosso e mi ha fatto venire voglia di tornare. Penso che ci sia un bel rispetto reciproco tra di noi, sono delle grandissimi atlete”. La portacolori del Centro Sportivo dei Carabinieri porta a casa la sua quinta medaglia olimpica: oltre ai due ori di questa edizione, infatti, nel suo palmares personale figuravano anche altri due podi in gigante (bronzo a Pyeongchang e argento a Pechino, completata la sua personale collezione) e uno in combinata (bronzo nel 2022). Nessuna sciatrice azzurra era riuscita a vincere due ori nella stessa edizione (solo Tomba fra gli uomini, slalom e gigante a Calgary 1988), nemmeno Deborah Compagnoni che però di ori ne ha vinti tre in altrettante edizioni dei Giochi e che era stata anche l’ultima azzurra a trionfare fra le porte larghe (Nagano 1988).
“Ma io non ho cercato di vincere l’oro, non ero qua per quello, ero qua per fare le gare, per fare il mio massimo e non ho mai pensato al risultato. Questo è stato veramente il mio segreto”, confessa ancora la Brignone. Una giornata di gloria per i colori azzurri che sarebbe potuta essere storica visto che Lara Della Mea e Sofia Goggia hanno sfiorato la medaglia. La prima, 15esima a metà gara, risale fino al quarto posto, ad appena 5 centesimi dall’argento. “Un po’ bruciano però alla fine ho dietro anche tante ragazze a pochi centesimi, le gare sono così, qualcuno deve arrivare quarto. Ma ho sciato bene, ho dato tutto, sono contenta di come sto lavorando e dell’atteggiamento che ho avuto”. La 33enne bergamasca, invece, era terza dopo la prima manche ma un errore nella parte alta della seconda è stato decisivo: decima piazza finale, a 25 centesimi dall’argento. “Forse quelle che erano dietro nella prima sono andate più forte nella seconda. Ma non posso dire di non essere soddisfatta perché ci ho provato, ho fatto comunque un gigante bellissimo, ho fatto la mia gara e senza pensare alla medaglia. Sono serena, è chiaro che porto a casa “solo” un bronzo anche se in discesa, qualcosa di più da me ci si aspettava però lo sport è così”.
SUPERATO IL RECORD DI MEDAGLIE AZZURRE AI GIOCHI INVERNALI
L’Italia si è portata a quota 22 medaglie in queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e – con sette giorni e mezzo di gare ancora davanti – ha superato il record dell’edizione di Lillehammer 1994, che fino a qui era il miglior risultato di sempre degli azzurri in un’Olimpiade invernale con 20 podi.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).










