MILANO (XINHUA/ITALPRESS) – Quando la fiamma dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina si è spenta domenica, a Milano si è conclusa anche l’esperienza di “China House” sul palcoscenico mondiale.
Nei suoi 19 giorni di attività, questa piattaforma, istituita e gestita dal Comitato olimpico cinese per sostenere la delegazione sportiva cinese, ha svolto non solo il ruolo di base logistica, ma anche di vetrina culturale aperta ai visitatori internazionali.
Da manufatti di inestimabile valore alle più avanzate tecnologie moderne, da una lunga e ricca storia sportiva a esposizioni interattive sul patrimonio culturale immateriale, il centro culturale ha attirato visitatori da tutto il mondo.
Yu Jianyong, direttore del Centro attrezzature sportive dell’Amministrazione generale cinese dello sport, ha riferito ai giornalisti che si è trattato della quarta apparizione di “China House” a un’Olimpiade invernale. I dati preliminari mostrano che il numero di visitatori ha superato di gran lunga quello delle tre edizioni precedenti, con la maggior parte di loro proveniente dall’estero, tra cui funzionari olimpici, personalità del mondo sportivo e rappresentanti di atleti di vari Paesi e regioni.
Al di là delle sedi olimpiche, “China House” ha offerto ai visitatori stranieri un luogo per osservare, sperimentare e comprendere meglio la Cina. Interazioni e conversazioni quotidiane hanno contribuito a formare negli ospiti internazionali nuove impressioni sul Paese.
UNA VETRINA CULTURALE: SCOPRIRE LA CINA A MILANO
Questa edizione di “China House” comprendeva diverse aree espositive a tema.
Nella Mostra sulla cultura sportiva cinese, 67 serie di manufatti provenienti dal Museo cinese dello sport hanno ripercorso le profonde radici dello sport tradizionale cinese. Nelle vicinanze, un’area interattiva dedicata allo sport presentava robot intelligenti sviluppati a livello nazionale nel Paese e attrezzature per il fitness basate sull’intelligenza artificiale (IA), consentendo ai visitatori di sperimentare in prima persona le tecnologie emergenti. Nell’area dedicata al patrimonio culturale immateriale, dimostrazioni di sculture di zucchero, ritagli di carta e intrecci decorativi di nodi hanno attirato lunghe file di visitatori desiderosi di provare il tradizionale artigianato.

La visitatrice brasiliana Rochelle, osservando i reperti, ha espresso sorpresa e ha chiesto: “Sono veri? Sono stati davvero trasportati dalla Cina in Italia? Non ho mai visto una mostra così raffinata”.
Huang Jin, direttore del Museo cinese dello sport, ha spiegato che il trasporto dei reperti a Milano ha richiesto notevole impegno. “Nonostante le numerose sfide, eravamo desiderosi di creare una risonanza tra il pubblico cinese e quello internazionale e di presentare al mondo gli elementi migliori della cultura cinese”.
Nel libro degli ospiti della mostra, il visitatore italiano Nicolo ha scritto: “Grazie per la mostra così meravigliosa e ben organizzata. Vi ringrazio per aver avuto la possibilità di apprezzare le opere d’arte e la cultura cinese”.
Grazie a questi scambi, per alcuni visitatori la Cina è diventata meno astratta e più una cultura da vedere, sentire e con cui interagire direttamente.
UNA FINESTRA DI SCAMBIO: COMPRENDERE LA CINA ATTRAVERSO L’INCONTRO
“China House” è stata anche teatro di piccoli ma significativi momenti di connessione.
Uno di questi si è verificato durante una cerimonia di donazione la scorsa settimana. Matteo, un addetto italiano alla sicurezza che lavorava presso “China House”, ha maturato molto interesse per la cultura cinese dopo aver visitato più volte la mostra. Come gesto di buona volontà, ha donato al Museo cinese dello sport alcuni oggetti della sua collezione personale, tra cui delle monete commemorative delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Monica Sciacco, volontaria italiana alle Olimpiadi invernali, ha raccontato ai giornalisti di aver visitato l’esposizione su raccomandazione di un collega cinese. Qui ha provato per la prima volta il ritaglio della carta e la calligrafia nazionali, scoprendo anche il proprio segno zodiacale cinese. “Queste esperienze di cultura tradizionale cinese sono così interessanti! Ho visitato le esposizioni di altri Paesi, ma ‘China House’ mi ha regalato l’esperienza migliore”, ha dichiarato la donna.
Nell’area espositiva, una delle aree più affascinanti era lo stand dedicato alle sculture di zucchero. L’artigiano Lu Liqing modellava abilmente statuine vivaci soffiando nello zucchero fuso, spiegando al contempo il significato culturale dei segni zodiacali.
Gerardo Contursi, un uomo italiano che ha partecipato all’attività, ha affermato di aver studiato cinese e di essersi appassionato alla cultura di questo Paese. “Sono nato nel 1990, e questo è proprio il mio anno zodiacale”, ha affermato. “Negli ultimi anni sento che sempre più italiani si sono innamorati della cultura cinese”.
UNA FINESTRA ATTRAVERSO LO SPORT: ABBRACCIARE LA CINA CON LE OLIMPIADI
Per alcuni visitatori, “China House” ha rappresentato più di uno spazio espositivo, fungendo anche da ponte per lo scambio culturale attraverso lo sport. Quest’ultimo è da tempo un linguaggio universale che trascende le barriere culturali e politiche, dalla storica “diplomazia del ping-pong” fino all’attuale palcoscenico olimpico.
Yu ha sottolineato che lo sport non riguarda più soltanto la conquista di medaglie, ma rappresenta anche una piattaforma per lo scambio culturale, la cooperazione commerciale e i legami tra i popoli, definendo “China House” un esempio di questo ruolo più ampio.
Il visitatore italiano Daniele ha dichiarato di non essere mai stato in Cina, ma che dopo aver visitato “China House” spera un giorno di visitare un Paese così affascinante.
Per alcuni ospiti, il luogo ha offerto l’occasione di riflettere su una domanda semplice: “Com’è la Cina oggi?”
In questo senso, “China House” ha rappresentato non solo un centro di supporto per la delegazione cinese, ma anche una piattaforma per presentare la cultura cinese al pubblico internazionale oltre i riflettori olimpici.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).


















