Massolo “L’Iran ha preferito esporsi all’attacco invece che arrivare ad una soluzione negoziata”

ROMA (ITALPRESS) – L’attacco all’Iranera prevedibile, non si ammassa una forza così imponente in una regione per poi non usarla”. E’ l’opinione dell’ambasciatore Giampiero Massolo, già segretario generale della Farnesina, intervistato dall’agenzia Italpress.

Questa forza aveva due obiettivi, quello evidentemente di portare un attacco e quello di prevenire o cercare di minimizzare la reazione. E si poteva immaginare che i negoziati non sarebbero andati a buon fine, questo perché attraverso lo strumento negoziale si perseguiva sostanzialmente una resa del regime”, ha spiegato Massolo, secondo il quale “il regime degli Ayatollah ha di fatto operato una scelta strategica a monte, ha cioè preferito esporsi all’attacco congiunto americano e israeliano piuttosto che arrivare ad una soluzione negoziata”.

L’attacco sostanzialmente ha due obiettivi secondo il diplomatico: il primo è quello di “smantellare definitivamente” le capacità di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran. “La richiesta era fin dall’inizio non soltanto quella di smettere di arricchire, ma anche quella di eliminare la capacità ed esportare verso un Paese terzo quanto già prodotto, e questo non è stato accolto”, ha precisato Massolo. Il secondo obiettivo è invece quello di privare l’Iran “del suo ultimo strumento di deterrenza, ovvero i missili balistici”.

C’è infine un terzo elemento: “l’Iran in questo momento è molto debole, come sappiamo i suoi proxy sono molto indeboliti, la popolazione non è mai stata così contraria rispetto al regime. I partner regionali sono molto indeboliti anch’essi, la Cina e la Russia hanno altro a cui pensare, non arriveranno certo ad aiutare. Dunque, l’idea è che questo ulteriore scossone possa portare poi ad una ripresa delle manifestazioni e dare una spallata al regime”, ha spiegato Massolo.

“Evidentemente non è certo che questo accada, ma potrebbe essere un effetto in qualche modo ‘perseguito in via secondaria’ da parte di questa azione”, ha proseguito. Quanto alle conseguenze più complessive, per il diplomatico la “scommessa americana” è che in questo momento nella regione, “fra potenze indebolite e capacità militare dispiegata per cercare di minimizzare le reazioni iraniane”, non vi siano reazioni a catena o comunque reazioni che rendano la gestione impossibile e allarghino il conflitto a dismisura. “Questa è la scommessa, vedremo: è ancora presto per dire evidentemente”, ha concluso Massolo.

-Foto Italpress-
(ITALPRESS).

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