Libia, proteste a Tripoli per i blackout elettrici e il deterioramento delle condizioni di vita. Manifestanti bloccano il Ministero degli Esteri

FESTEGGIAMENTI DEI RIBELLI LIBICI A TRIPOLI (1108024) TRIPOLI, Aug. 24, 2011 Rebel fighters celebrate in Shuhada Square, formerly known as Green Square, in Tripoli, Libya, Aug. 24, 2011. (/Hamza Turkia) (TRIPOLI - 2011-08-24, Hamza Turkia / Xinhua/photoshot) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Vaste proteste popolari a Tripoli contro il deterioramento delle condizioni di vita e i prolungati blackout elettrici. Secondo quanto riferito da fonti locali, sono stati eretti barricate e bloccate strade in diversi quartieri, mentre i comuni di Suq al-Jum’a, Tajoura e Janzur hanno annunciato per oggi una giornata di disobbedienza civile, con la chiusura degli uffici governativi (esclusi i servizi medici).

Una forza di sicurezza incaricata di proteggere la sede del governo di unità nazionale ha dichiarato che la libertà di espressione è garantita dalla legge, ma ha messo in guardia contro attacchi alle istituzioni o minacce alla sicurezza pubblica. Il governo di unità nazionale non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle proteste. La situazione rimane tesa.

MANIFESTANTI CHIUDONO MINISTERO DEGLI ESTERI A TRIPOLI

Un gruppo di giovani appartenenti ai movimenti popolari che chiedono le dimissioni del governo di unità nazionale guidato da Abdelhamid Dabaiba ha chiuso il Ministero degli Esteri nel centro della capitale Tripoli. Secondo quanto mostrato in video diffusi sui social media, i manifestanti hanno bloccato l’edificio con barriere di terra per imporre una disobbedienza civile totale e chiudere tutti gli uffici governativi, esercitando pressione sul governo per costringerlo a dimettersi.

I MANIFESTANTI AVVERTONO “NON RIAPRITE LE ISTITUZIONI”

Il movimento “Figli di Souq al-Jum’a”, in solidarietà con i movimenti di Tajoura, Zawiya e altre aree, ha avvertito i dipendenti pubblici di non tentare di forzare la riapertura degli uffici governativi chiusi a partire dalla mezzanotte di domenica nell’ambito della disobbedienza civile per chiedere le dimissioni del governo.

Il comune di Souq al-Jum’a, uno dei più grandi e popolosi distretti della capitale Tripoli, si affaccia sulla costa mediterranea e ospita numerose sedi di ministeri e istituzioni statali, rendendo la protesta particolarmente significativa per la pressione che esercita sull’esecutivo. In un comunicato ufficiale, il movimento ha dichiarato che le istituzioni resteranno chiuse fino al raggiungimento delle richieste popolari, e ha sottolineato che qualsiasi tentativo di aggirare la protesta aumenterà la tensione, rendendo i responsabili pienamente responsabili delle conseguenze.

Il movimento ha esortato tutti i lavoratori a partecipare alla disobbedienza civile pacifica, mantenendo la massima responsabilità nazionale, fino al raggiungimento delle legittime richieste del popolo. La protesta mira a esercitare pressione sul governo per ottenere le dimissioni e porre fine alla crisi politica

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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