LEGALITÀ, A PALERMO CONFRONTO SU MISURE PREVENZIONE

Tutelare gli imprenditori di buona volontà, conciliando la libera impresa con la prevenzione dalle infiltrazioni mafiose. Un momento di confronto, organizzato da Confcommercio Palermo, ha messo insieme questa mattina a palazzo dei Normanni avvocati, magistrati e commercialisti in un dialogo con gli imprenditori.
Ad essere ribadita, l’importanza di portare avanti i principi di una legalità che non deve essere solo proclamata ma praticata. “Abbiamo ritenuto come Confcommercio di avviare una discussione su quello che secondo noi sono la funzione delle misure preventive, che devono contribuire a liberare questa terra dalla mafia. – ha detto la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio – Dall’altro lato però è necessario consigliare e orientare le imprese sane, in buona fede, affinché non incappino in errori. Questo è il nostro ruolo. Non sempre lo Stato, quando è intervenuto, lo ha fatto a salvaguardia dei posti di lavoro e dell’economia del nostro territorio”.

Una discussione tra esperti, alla quale ha preso parte anche il presidente emerito della Corte di Cassazione Ernesto Lupo, il cui obiettivo è focalizzare gli indirizzi che possano venire incontro alle imprese, così da tutelarle anche da eventuali errori. Prevenendo, dunque, la misura si prevenzione. Ad essere messo in campo è un approccio conoscitivo per le imprese, in modo da potere fronteggiare non solo incursioni e infiltrazioni della mafia ma anche manipolazioni e inganni di una antimafia ‘declamatoria e falsa’. “Vogliamo intervenire su tutto quello che ancora non funziona e stimolare una discussione. Gli errori – ha aggiunto Patrizia Di Dio – si fanno nelle aziende, ad esempio, anche con le misure di prevenzione legate alla sicurezza, alla privacy”. 
Proprio il 2019, infatti, è stato un anno importante in ambito di legalità. Perché importanti sono state le sentenze della corte Costituzionale in collegamento con la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che hanno indicato tracce nuove in ordine al contenuto.

Tra le principali novità il fatto che “ogni legge, ogni norma giuridica – ha spiegato Ernesto Lupo, presidente merito Corte di Cassazione – deve essere chiara, comprensibile e determinata. Vale per tutti i settori. Lo chiede la corte di Strasburgo e quella di Lussemburgo”.
Analizzate, inoltre, le linee giuda insieme alle buone prassi per evitare, dunque, l’intervento penale e amministrativo nell’attività di impresa. “Rendersi conto che l’adozione di modelli strategici di gestione e controllo come quelli previsti dalla legge 231 del 2001, ovvero quella per l’esimenza della responsabilità penale dell’ente, sono la via che già il legislatore ha previsto. – ha precisato Giovanni Mottura, commercialista presidente istituto nazionale amministratori giudiziari – Purtroppo si tratta di adattarli e di mettere a terra in maniera concreta modelli che possano andare bene sia per la media che per la piccola impresa, che costituiscono il rimedio nella prevenzione”, ha concluso.