La filiera aerospaziale italiana vale 21,4 miliardi di fatturato

Parabole du satellite EUCLID un telescope du programme scientifique Cosmic Vision de l'Agence Spatiale Europeenne (ESA). Developpe par Airbus Toulouse pour la charge utile, Thales Turin pour la plateforme, avec le consortium Euclid, qui rassemble des laboratoires europeens pour les instruments et l'exploitation des donnees. Equipe d'un miroir primaire de 1,2 metre de diametre. Mission, determiner l'origine de l'acceleration de l'expansion de l'Univers et la nature de sa source par des mesures du cisaillement gravitationnel et la determination par spectroscopie de la distance des galaxies concernees. Doit etre place en orbite autour du point de Lagrange L du systeme Terre-Soleil en 2023 par une fusee Falcon 9, mission primaire d'une duree de 6 ans, Thales Alenia Space, Cannes FRANCE - 21/02/2023//SYSPEO_sys009/Credit:SYSPEO/SIPA/2302211308

ROMA (ITALPRESS) – È stata presentata oggi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la prima mappatura della filiera aerospaziale italiana realizzata congiuntamente dal Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA) e da Confindustria. L’iniziativa rappresenta un’analisi strutturata e aggiornata di uno dei comparti industriali più strategici del Paese.

La mappatura, basata su dati raccolti tramite contatto diretto con le imprese e validati per la componente finanziaria in collaborazione con Intesa Sanpaolo, restituisce un quadro quantitativo e qualitativo dell’ecosistema aerospaziale nazionale, evidenziandone dimensioni, distribuzione territoriale e profilo tecnologico.

Dall’analisi emerge come la filiera aerospaziale italiana nel 2024 abbia registrato 21,4 miliardi euro di fatturato complessivo di cui il 5% investito in R&D, occupi 54.300 addetti con una base industriale costituita all’80% da PMI. Si evidenzia, inoltre una espansione significativa sia nel comparto spaziale che in quello aeronautico, con un trend in costante crescita: rispetto al 2021 lo spazio con +63% di fatturato (da 1,9 a 3,1 miliardi di euro) e +51% di addetti; l’aeronautica con +30% di fatturato (da 14,1 a 18,3 miliardi di euro) e +17% di addetti. L’Italia si conferma uno dei pochi Paesi con una filiera completa, in grado di coprire tutti i livelli: dai grandi integratori fino ai fornitori di componenti e servizi. Il settore, inoltre, si presenta come un’infrastruttura industriale distribuita sul territorio nazionale: Campania, Lazio, Lombardia e Piemonte concentrano il 74% degli addetti aeronautici; Lazio, Lombardia e Piemonte l’81% degli addetti nel segmento spaziale.

La mappatura introduce, inoltre, un approccio innovativo nella lettura territoriale, basato sul valore generato nelle sedi operative regionali. Il campione analizzato comprende 38 grandi imprese, 220 PMI, 18 start-up, 38 enti di ricerca e 24 università. Per la prima volta, la filiera viene classificata secondo tassonomie tecnologiche internazionali (ECARE ed ESA), distinguendo tra competenze consolidate ed emergenti. La mappatura è stata realizzata attraverso una collaborazione tra CTNA e Confindustria, con il coinvolgimento dei distretti regionali e delle sedi territoriali di Confindustria, ampliando significativamente il perimetro di rilevazione rispetto alle analisi precedenti. Il campione, su base volontaria, è ampio e rappresentativo ma non esaustivo dell’intera filiera. Tra le principali aree: aeronautica (aerostrutture, motori, avionica, MRO, sistemi radar, RPAS) e spazio (satelliti, comunicazioni sicure, robotica, infrastrutture spaziali, servizi su dati satellitari).

“Lo spazio non è solo un settore industriale, ma un asse portante e strategico su cui costruire la competitività, la sicurezza e la sovranità tecnologica del nostro Paese, il settore più significativo che può ispirare le nuove generazioni ad affrontare le sfide del futuro, avendo fiducia nella scienza e nella tecnologia – ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -. Il fatto stesso che l’Italia si sia conquistata un posto nella Luna, con due astronauti che saranno i primi europei a camminare sul nostro satellite e con la possibilità di realizzare la ‘casa del Made in Italy’ in cui vivranno i primi esploratori lunari, ci fa capire come siamo tornati protagonisti nella nuova avventura dell’uomo oltre la Terra, facendo sognare quelle che saranno a breve le nuove generazioni di scienziati e imprenditori. Questa prima mappatura congiunta della filiera italiana dimostra peraltro con la forza dei numeri che lo Spazio appartiene a tutti gli italiani, unisce la Penisola. Il comparto é infatti in grado di generare valore e occupazione qualificata in diverse regioni italiane, al Nord come al Sud, con un sistema maturo e integrato, che copre l’intera catena del valore e fa dello spazio un fattore di coesione e una dimensione capace di unire tutto il Paese”.

“L’Italia – ha aggiunto il ministro – ha tutte le carte in regola per affermarsi tra i protagonisti della nuova era dell’esplorazione spaziale, fondata su una presenza umana stabile e duratura sulla Luna. Una visione rafforzata anche dallo Statement firmato a Washington insieme all’amministratore della NASA, Jared Isaacman, dedicato allo sviluppo di moduli abitativi in grado di garantire agli astronauti condizioni operative sicure, nell’ambito del programma Artemis. L’Italia non resta a guardare: è pronta a guidare questa nuova frontiera dell’umanità”.

“I risultati di questa mappatura rappresentano un passaggio fondamentale per la piena consapevolezza del valore strategico della filiera aerospaziale italiana – ha sottolineato Giorgio Marsiaj, delegato per l’Aerospazio di Confindustria -. I dati evidenziano un settore solido, competitivo e in crescita, ma soprattutto mettono in luce la necessità di rafforzare ulteriormente le politiche industriali, gli investimenti in innovazione e l’integrazione tra imprese, ricerca e sistema formativo. È per questo che, come Sistema Confindustria e in coordinamento con le Istituzioni, stiamo lavorando a un progetto strutturato di rafforzamento della filiera: per sostenerne la crescita, favorire l’aggregazione e allargare la base a soggetti nazionali in grado di complementare le capacità tecnologiche e manifatturiere esistenti. Una logica di Sistema Paese che supera i confini dei singoli territori perché le opportunità dei prossimi anni si colgono insieme, e vogliamo continuare a essere uno dei principali sistemi industriali del settore a livello globale”.

“Il percorso di mappatura avviato dal Cluster nel 2021, con l’obiettivo di costruire una conoscenza strutturata e condivisa della filiera aerospaziale nazionale, anche grazie al contributo di validazione dei dati da parte di Intesa Sanpaolo, si rafforza oggi con la preziosa collaborazione di Confindustria, che ha consentito di ampliare la base di analisi e la penetrazione nei territori – ha evidenziato Cristina Leone, Presidente del CTNA -. Il Cluster svolge un ruolo centrale nel connettere i distretti aerospaziali italiani, imprese, PMI, università e centri di ricerca, contribuendo a consolidare un ecosistema integrato e competitivo, pienamente inserito nelle catene del valore europee e internazionali. Un dinamismo confermato dai dati, che evidenziano il valore strategico del settore aerospaziale per il sistema Paese: un comparto che integra industria e ricerca, genera innovazione e rappresenta un pilastro della crescita, della competitività del Made in Italy e del posizionamento dell’Italia nelle grandi filiere globali”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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