Netanyahu “Israele resterà in zone di sicurezza di Libano, Siria e Gaza finché necessario”

BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – Il comando dell’esercito libanese ha sottolineato, in un comunicato, “la necessità che i residenti attendano prima di tornare nei villaggi e nelle città di confine meridionali”. L’esercito ha inoltre invitato la popolazione a “rispettare le istruzioni delle unità militari schierate al fine di preservare la propria sicurezza di fronte al rischio di violazioni e aggressioni israeliane, alla luce dei recenti sviluppi nella regione”. Il comando ha anche ribadito la necessità di “cautela e vigilanza nelle aree bersaglio di attacchi israeliani e di segnalare qualsiasi ordigno inesploso o oggetto sospetto al più vicino posto di blocco dell’esercito o di altre forze di sicurezza”.

NETANYAHU “ISRAELE RIMARRA’ IN ZONE DI SICUREZZA FINCHE’ NECESSARIO”

Israele rimarrà nelle zone di sicurezza finché necessario in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel primo commento pubblico dopo l’intesa raggiunta fra Stati Uniti e Iran. “Abbiamo istituito zone di sicurezza capillari intorno allo Stato di Israele. Lo abbiamo fatto a Gaza, in Libano e in Siria, dove abbiamo eliminato tutte le armi dell’esercito di Assad. Voglio chiarire: rimarremo nelle zone di sicurezza finché sarà necessario per proteggere il nostro Paese”, ha affermato.

AOUN ELOGIA INCLUSIONE SPECIFICITÀ LIBANESE NELL’INTESA USA-IRAN

Il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha commentato “l’annuncio del memorandum d’intesa raggiunto tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran, e quanto esso contiene in termini di conferma della cessazione delle operazioni militari e dell’escalation nella regione”. In una nota diffusa dalla presidenza libanese, Aoun afferma: “Apprezzo quanto questo memorandum includa il rispetto per la specificità libanese e la decisione che la stabilità e la sicurezza del Libano costituiscono una parte integrante e inseparabile di qualsiasi sforzo serio per consolidare la stabilità nella regione, dopo i sacrifici e gli oneri gravosi che i libanesi hanno sopportato durante la fase passata”.

“Il popolo libanese, e in particolare i figli delle aree che sono state oggetto di aggressioni e distruzioni e che hanno perso i loro cari, le fonti di sostentamento e le loro case, aspira oggi a che questi accordi si trasformino in passi pratici che pongano fine definitiva alla spirale di violenza, e che gettino le basi per una fase di stabilità, sicurezza, recupero e ricostruzione”, ha aggiunto. Aoun ha ringraziato “tutti i paesi e le entità che hanno contribuito al raggiungimento di questo memorandum, e a chiunque abbia lavorato per includere il Libano negli sforzi mirati a porre fine all’escalation e a fermare le operazioni militari su tutti i fronti, partendo dalla loro consapevolezza dell’ampiezza delle sofferenze sopportate dai libanesi durante gli ultimi mesi”.

Il Libano, ha concluso il presidente, spera che questo sviluppo “costituisca l’inizio di un percorso più ampio che rafforzi la stabilità nella regione, preservi la sovranità degli Stati e i diritti dei loro popoli, e consenta ai libanesi di dedicarsi alla ricostruzione di ciò che è stato distrutto e al recupero della loro vita normale sotto uno Stato sicuro e stabile”.

MINISTRO DIFESA ISRAELE “NO AL RITIRO DA LIBANO”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele non si ritirerà dalle “zone di sicurezza” in Libano, Siria e nella Striscia di Gaza. “Il primo ministro Netanyahu ed io stiamo portando avanti una politica chiara che stabilisce che le Forze di difesa israeliane (Idf) rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza – a tempo indeterminato – per proteggere il confine e le comunità israeliane dagli elementi jihadisti. Il territorio sarà libero da residenti locali. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre. Ci opponiamo al ritiro delle Idf dal Libano, nonostante tutte le pressioni esistenti e quelle future”, ha detto. Secondo Katz, “Netanyahu lo ha chiarito al presidente degli Stati Uniti Trump e ad altri alti funzionari americani, e io l’ho chiarito ieri anche al Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth”.

BEN-GVIR “L’ACCORDO DI TRUMP NON CI VINCOLA. ISRAELE NON È SOGGETTO STATUNITENSE”

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha scritto su X che “l”accordo di Trump non ci vincola. Israele non è un soggetto statunitense”, in risposta al memorandum d’intesa raggiunto tra Washington e Teheran. “La mia posizione è chiara: non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla che non sia lo smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da alcun territorio che i nostri combattenti hanno conquistato e bonificato dalle infrastrutture terroristiche, non dobbiamo tornare a una situazione in cui migliaia di terroristi siedono sulle recinzioni delle comunità del nord di Israele e certamente non dobbiamo rimanere in silenzio un solo istante di fronte al fuoco diretto contro lo Stato di Israele”, ha scritto Ben-Gvir. Il leader dell’estrema destra ha aggiunto che ogni drone o missile lanciato “verso Israele dal Libano porterà a un attacco israeliano a Dahiyeh”, la periferia meridionale di Beirut roccaforte del gruppo armato libanese Hezbollah.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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