ROMA (ITALPRESS) – Il Pentagono ha dato istruzioni al Comando Centrale degli Stati Uniti, alcuni giorni fa, di ultimare i preparativi per la ripresa di operazioni di combattimento su larga scala in Iran. Lo hanno riferito funzionari statunitensi citati dal portale americano Axios, chiarendo che la direttiva non indica una data precisa per l’avvio di attacchi e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha ancora preso decisioni definitive.
Tuttavia, fonti statunitensi e israeliane, prosegue Axios, affermano che l’azione potrebbe avvenire prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e, forse, prima delle elezioni israeliane previste il 27 ottobre. Secondo quanto riferito dalle fonti, se dovessero riprendere le operazioni di combattimento su larga scala, si prevede che includano massicci bombardamenti contro obiettivi iraniani legati all’energia, alle infrastrutture e al programma nucleare. Ieri intanto Trump ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Si è trattato della loro seconda conversazione in pochi giorni, dopo un lungo periodo di scarso dialogo durato diverse settimane, sebbene un funzionario statunitense abbia riferito che Trump e Netanyahu hanno discusso di “memoria e rispetto per le vittime del massacro del 7 ottobre”.
L’eventuale ripresa del conflitto potrebbe influenzare anche le elezioni israeliane, prosegue Axios, dato che l’Iran probabilmente lancerebbe centinaia di missili balistici contro il Paese per rappresaglia. Una nuova escalation – o anche solo una situazione di tensione o emergenza acuita – potrebbe avvantaggiare Netanyahu sul piano politico, impedendo agli avversari di attaccarlo durante la fase conclusiva della campagna elettorale, conclude Axios.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).









