In un libro di Tiziana Lenzo la vita di Paolo Giaccone, medico ucciso dalla mafia

PALERMO (ITALPRESS) – A quarantaquattro anni dall’assassinio di Paolo Giaccone, medico legale e docente universitario ucciso dalla mafia l’11 agosto 1982 all’interno del Policlinico di Palermo, un libro scritto dalla giornalista Tiziana Lenzo e pubblicato dalla casa editrice Torri del Vento ne ripercorre la vicenda umana e professionale. “Paolo Giaccone. Storia, eredità scientifica e morale tra interviste e ricordi” colma un vuoto nella produzione editoriale italiana. Sebbene il nome del professore Giaccone sia legato alla sua coraggiosa scelta di non piegarsi alle pressioni della mafia, rifiutandosi di alterare una perizia dattiloscopica, fino a oggi non era mai stato scritto un libro che ne raccontasse in maniera organica la vicenda umana, professionale e civile.

Attraverso interviste, testimonianze, atti giudiziari, articoli di giornali dell’epoca e documenti rinvenuti negli archivi dell’ex Facoltà di Medicina, l’autrice restituisce un ritratto completo del medico legale, mettendone in luce la complessità umana e professionale e ricostruendo al contempo il contesto sociale e politico in cui visse e operò. “La storia umana, l’esperienza professionale e la sua uccisione – scrive l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando nella prefazione – hanno reso il professore Paolo Giaccone, professionista di grande umanità, un eroe normale in una realtà palermitana segnata da una violenza straordinaria, dove società e istituzioni erano profondamente condizionate dall’arroganza criminale mafiosa, divenuta sistema culturale e istituzionale. Le coraggiose testimonianze raccolte in questo doveroso esercizio di memoria richiamano diffuse omissioni, reticenze e assordanti silenzi, anche da parte di chi operava nelle istituzioni e nel mondo universitario e medico. Il libro di Tiziana Lenzo restituisce una memoria viva che continua a interrogare il presente, ponendo domande ancora attuali sulla responsabilità individuale e collettiva”.

Questo volume vuole dunque restituire a Paolo Giaccone il posto che gli spetta nella memoria del Paese: non solo tra le vittime della mafia, ma tra gli uomini che, con il proprio coraggio e la propria coerenza, hanno contribuito a difendere i valori della democrazia, della scienza e della dignità delle istituzioni. “Quella di Paolo Giaccone – afferma Tiziana Lenzo – non è l’immagine dell’eroe senza paura, ma di uno scienziato che semplicemente scelse di non tradire il proprio ruolo e sé stesso, la fiducia di magistrati e polizia, e la stessa scienza. Il messaggio più forte che trasmette la sua storia è che la legalità non è un concetto astratto: vive nelle scelte quotidiane di chi studia, lavora, firma un documento, certifica un dato, prende una decisione”.

– foto copertina libro –

(ITALPRESS).

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