BARI (ITALPRESS) – I nuovi equilibri mondiali, i conflitti bellici e commerciali e le loro conseguenze sull’Italia e sul Mezzogiorno, ma anche il ruolo che Europa e Mediterraneo possono assumere nel nuovo scenario geopolitico. Sono stati questi i temi al centro di “Crisi globale e nuove opportunità”, l’appuntamento delle Giornate del Mezzogiorno che si è svolto questa mattina alla Fiera del Levante di Bari nell’ambito dell’89ª Campionaria Generale Internazionale.
Al confronto hanno preso parte, tra gli altri, l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli.
“Viviamo effettivamente un multipolarismo confuso e conflittuale, quindi non c’è un elenco delle priorità delle crisi. Le guerre, innanzitutto, sono una tragedia per il costo di vite umane, ovunque si svolgano, ma hanno anche come riflesso quello di creare incertezza, crisi economica e mancanza di sicurezza nel futuro. Quello su cui, secondo me, si dovrebbe mettere l’accento è la necessità, in questo contesto, di un’Europa più unita e più attiva”, ha affermato D’Alema.
Secondo l’ex presidente del Consiglio, proprio l’Europa può svolgere un ruolo centrale nel nuovo quadro internazionale. “L’Europa – ha detto – può essere un elemento importante, un fattore di costruzione della pace. Abbiamo un interesse vitale alla pace, siamo assediati da due guerre tragiche, quella tra Russia e Ucraina e quella in Medio Oriente, e la sensazione è che l’Europa non sappia bene che cosa fare. Questa è la cosa più preoccupante e mi pare che noi, come cittadini europei, dobbiamo insistere in questo senso”.
Al centro del confronto anche il Mediterraneo e le opportunità che il nuovo scenario internazionale può aprire per le imprese del Mezzogiorno. “Il Mediterraneo, che è il mare che unisce più popoli e culture, storicamente ha bisogno di tornare a essere al centro di messaggi prima di tutto di pace, ma poi anche di sviluppo economico tra le varie nazioni”, ha sottolineato Frulli.
“Il mare, come ho sempre detto, è un mezzo di trasporto e non è qualcosa che divide. Dobbiamo dunque avere la capacità, con le nostre aziende, di andare in quelle destinazioni e fare in modo che loro vengano verso di noi, per creare quella connessione che serve allo sviluppo economico delle nostre imprese. Imprese che devono guardare al Sud del mondo e a nuovi mercati: sicuramente quelli dell’Africa e dell’Oriente sono tra i più strategici per il loro sviluppo”.
Per Frulli, il ritorno delle Giornate del Mezzogiorno all’interno della Campionaria risponde anche alla volontà di riportare la Fiera al centro del confronto sui grandi temi del presente. “L’intuizione che ha avuto la Camera di Commercio, con la presidente, di riportare le Giornate del Mezzogiorno nella Campionaria con queste due edizioni – ha affermato – ha aperto un nuovo mondo. La Fiera del Levante deve portare al centro di questa settimana tutte le dinamiche politiche, sociali ed economiche e confrontarsi con stakeholder autorevoli che ci diano una mano a capire meglio. Le imprese devono trovare in questa settimana un mondo nel quale poter dialogare, riprendendo anche il claim della Campionaria, perché il dialogo è lo strumento adatto per poter riprendere una vita normale e dare la giusta visione di come dobbiamo fare business”.
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro si è invece soffermato, tra l’altro, sul rapporto tra Governo e territori e sul tema dell’autonomia differenziata. “Sono un politico noioso”, ha dichiarato dal palco, “perché non amo fare polemica col Governo e cerco sempre un’interlocuzione. Il Governo, indipendentemente dal colore politico, deve essere un alleato. Mi è successo, nella mia esperienza politica da amministratore, da sindaco e da presidente dei sindaci per nove anni, di litigare spesso più con i governi dello stesso mio colore politico. Ho sempre dimostrato una sensibilità istituzionale, un garbo istituzionale. Non ho mai scelto la polemica solo per andare sui giornali, però su temi come quello dell’autonomia differenziata non posso stare zitto”.
Decaro ha quindi ribadito la possibilità di ricorrere alla Consulta: “Ho alzato la voce e, se servirà, come ho detto l’altro giorno, alzerò ancora di più la voce, fino a fare un ricorso alla Corte costituzionale, cosa che la Regione Puglia molto opportunamente ha fatto negli anni passati. Un ricorso che ha portato poi la Corte costituzionale a esprimersi contro l’autonomia differenziata, che oggi rischia però, dopo essere uscita dal portone, di rientrare dalla finestra con l’accordo con le Regioni del Nord, le cosiddette preintese”. “Io – ha concluso decaro – non sono contrario a prescindere all’autonomia. Ho rappresentato per anni i sindaci, i Comuni: le chiamavo le autonomie locali, sono le autonomie per eccellenza. Il tema è come la dai, l’autonomia”.
-Foto xa2/Italpress-
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