Crosetto “La presenza dei nostri militari in Arabia Saudita non si configura come una nuova missione”

ROMA (ITALPRESS) – “La presenza italiana nell’area poggia su un quadro giuridico chiaro, su un percorso parlamentare che è stato totalmente trasparente. E’ evidente che la presenza dei nostri militari in Arabia Saudita non si configura come una nuova missione, parliamo di una forza totale di 500 militari”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’audizione alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, sull’attacco alla base di Ta’if e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita.

“Il parlamento è stato sempre, ripeto sempre, adeguatamente coinvolto nella decisione di riposizionare, all’interno del perimetro organizzativo, le capacità esistenti – ha ribadito Crosetto -. Siamo di fronte alla rimodulazione di capacità militari”.

“Mandare i nostri militari in Arabia Saudita è stata l’opzione ritenuta più opportuna sul piano tecnico-operativo dello Stato Maggiore della Difesa, in secondo luogo poiché, tale paese partner ha chiesto e continua a chiedere il nostro aiuto per difendersi dai possibili attacchi. L’Arabia Saudita è un paese fondamentale per sopportare la possibilità di pace nel Medio Oriente – ha aggiunto Crosetto – e, più in generale, è uno degli interlocutori con cui abbiamo, da tempo, avviato forme di supporto e di dialogo”.

Il ministro della Difesa ha poi ricordato che “è uno dei maggior produttori di petrolio. La pace, del resto, richiede costante presenza, disponibilità e cooperazione”.

Sulla difesa comune “l’Italia contribuisce, da sola, per il 33% a tutte le missioni europee: ci vogliono la seconda, la terza e la quarta contributrice europea per eguagliare il nostro contributo in personale, assetti e mezzi. L’Italia è seguita dalla Grecia con il 14% la Spagna con il 10,8%, la Romania con il 9%, la Francia con l’8,2% – ha aggiunto Crosetto – l’Austria con il 5,2%, i Paesi Bassi con il 4,3%, la Polonia con il 3,1%, il Portogallo con il 2,6%, il Belgio con l’1,7%, la Germania con l’1,6%, la Slovacchia con l’1,3%, l’Ungheria con l’1%, tutti gli altri Paesi con meno dell’1%”.

-Foto Camera dei Deputati-
(ITALPRESS).

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