A Manhattan Stefano Losi e il tocco d’artista sulla sicurezza globale / Video

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Non capita spesso che un alto funzionario delle Nazioni Unite inauguri una mostra d’arte a Manhattan e che, il giorno dopo, torni a occuparsi di studi sulla sicurezza strategica al Palazzo di Vetro. Ma Stefano Losi rappresenta proprio una di quelle storie che dimostrano come talento, cultura e professionalità possano convivere ai massimi livelli. Losi, italiano residente a New York da oltre vent’anni, dirige infatti un importante dipartimento delle Nazioni Unite dedicato alla sicurezza strategica e alle infrastrutture tecnologiche dell’organizzazione. Parallelamente, però, ha costruito una riconosciuta carriera artistica come scultore e poeta. Fino al 30 giugno, la Dacia Gallery di Manhattan ospita la sua mostra personale “IMBER ARIDVS (Arid Rain)”, un percorso che riunisce sculture in bronzo, vetro, onice, metallo e luce sviluppate tra New York e Pietrasanta, uno dei principali centri mondiali della scultura artistica.

Al centro dell’esposizione si trova IMBER ARIDVS, una monumentale scultura in bronzo a grandezza naturale alta oltre due metri, realizzata presso la storica Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro di Pietrasanta. L’opera affronta temi ricorrenti nella ricerca di Losi: memoria, assenza, desiderio, mortalità e permanenza. Il titolo, tratto da una sua poesia e traducibile come “Pioggia Arida”, richiama la continua ricerca umana di significato e bellezza anche quando tali aspirazioni sembrano irraggiungibili.

L’inaugurazione ha attirato artisti, collezionisti, diplomatici e rappresentanti della comunità internazionale. Tra gli ospiti più illustri l’Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, che ha visitato a lungo la mostra confrontandosi con l’artista sul rapporto tra scultura, poesia, cultura classica e contemporaneità. La presenza di Marrapodi ha sottolineato ancora una volta il ruolo di tanti italiani che, nei più diversi settori, continuano a rappresentare il Paese nel mondo attraverso competenza, creatività e capacità di innovazione. Losi incarna perfettamente questa doppia eccellenza: quella del funzionario internazionale chiamato a gestire sfide tecnologiche globali e quella dell’artista che utilizza il linguaggio universale dell’arte per interrogarsi sulla condizione umana.

In un’intervista al Palazzo di Vetro, Losi racconta il percorso che lo ha portato a conciliare una carriera ai vertici dell’organizzazione internazionale con una ricerca artistica sviluppata nell’arco di oltre trent’anni. Un dialogo che offre uno sguardo originale su due mondi apparentemente lontani, ma che nel suo caso convivono in modo sorprendentemente naturale.

– Foto tratta da video xo9/Italpress –

(ITALPRESS).

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