ROMA (ITALPRESS) – A 44 anni da “Alé-OO'”, il primo megaraduno della storia della musica dal vivo in Italia, Claudio Baglioni torna nella suggestiva location di Piazza di Siena, a Villa Borghese, con “Che Notte E’ Questa!”, la partenza. sette concerti (il 24, 25, 27, 28, 30, 31 ottobre e 1° novembre) che riprendono il percorso del “GRANDTOUR LaVitaÈAdesso” che attraverserà i luoghi più belli dell’Italia per concludersi, il 23 ottobre 2027, con un concerto ai Fori Imperiali.
“Che Notte È Questa!”, il ritorno. La presentazione del tour nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio insieme al sindaco della capitale Roberto Gualtieri e all’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato. Naturalmente, ha sottolineato il cantante, “sarà un concerto differente da quello di 44 anni fa, innanzi tutto perché il repertorio si è un po’ espanso. Speriamo sia una notte che passi un po’ nella nostra storia e che porti tutti ad andare via pensando che qualcosa è successo davvero”. Baglioni ha ricordato il suo grande amore per Roma, la città nella quale “affondano le mie radici” e che, “abitando a Centocelle, in periferia, ho visto crescere”.
È lì, nel suo quartiere, che forse si concluderà la sua lunga e straordinaria carriera: “Avevo 13 anni quando sono salito per la prima volta su un palco in piazza san Felice da Cantalice, un francescano, cantando una canzone di Paul Anka che provai a casa per una settimana. Arrivai 4° o 5°, qualcuno disse a mia madre di farmi studiare canto o pianoforte. Allora non sapevo cosa sarebbe successo ma credo di avere pensato che l’ultima volta sarei tornato a Centocelle per cantare di nuovo lì”.
In realtà, lo ha già fatto una volta, sul balcone di quella che era la sua casa, così come ha cantato in tanti luoghi della capitale, dallo Stadio Olimpico allo Stadio dei Marmi, dal Pincio all’Auditorium, all’aula magna dell’Università e all’Aula Paolo VI in Vaticano.
A proposito di spiritualità, il cantante è da poco in libreria con “Tau. In segno d’amore”, scritto con Michele Caccamo: “Tre anni fa in un teatro di Assisi ragionavamo sull’imminente ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco. Abbiamo ripensato a “Fratello Sole Sorella Luna”, il brano che cantai, per volontà di Franco Zeffirelli e Riz Ortolani, quando avevo deciso di smettere dopo l’album ‘Questo piccolo grande amore’. Avevamo pensato a un lavoro multimediale, che però non è andato in porto, mentre è uscito questo libro in cui san Francesco viene raccontato da sant’Antonio da Padova”.
In realtà, ha aggiunto, “non raccontiamo il santo ma il processo verso l’Assoluto, la domanda delle domande, il mistero dei misteri. Francesco è un personaggio che non si può raccontare, è talmente assurdo quello che ha fatto. Abbiamo cercato tante domande e trovato alcune risposte”.
Del già citato “Fratello Sole Sorella Luna”, Baglioni ha appena riproposto una nuova versione insieme all’altro, “Tau. In segno d’amore”, entrambi registrati per Sony Music e disponibili in digitale dal 2 ottobre. . Tornando a “CheNotteÈQuesta!”, il, cantante ha detto che “si tratta di una ripartenza perché, come sapete, nei mesi scorsi ho avuto uno stop (una polmonite interstiziale, ndr) e ho temuto che la mia carriera finisse lì e non perché lo avevo deciso io. Nello spettacolo ci sarà molta energia, voglio fare le cose per bene. Non ho più quell’ingenuità che avevo in passato nel salire su un palco ma è aumentato il timore di non fare bene le cose”. Ancora: “Il palco è ancora il luogo in cui mi nascondo meglio, lì sono le tante persone che forse avrei voluto essere. Salto, ballo, mi riesce di credere che ci sia ancora qualcosa di fantastico anche per un settantacinquenne. Si tratta di un gioco molto serio in cui devi dimostrare che vali non solo per i soldi che le persone hanno speso per i biglietti ma per il tempo che hanno deciso di usare per venire a vederti. Devo saper fare cose che loro non sanno fare, sapere che c’è ancora una ragione per stare lì, che c’è ancora qualcosa da raccontare. Che notte è questa? Sicuramente non una delle tante”.
A chi, a proposito della sua lunga carriera, gli chiedeva se avesse voglia di fare nuovamente il direttore artistico del Festival di Sanremo, Baglioni ha risposto ridendo: “Preferirei fare il sindaco di Roma per un giorno. Anche se, poi, non lo farei perché lo ha già fatto qualcun altro”
– Foto xf6/Italpress –
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