MILANO (ITALPRESS) – In una lettera inviata al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, e la dirigente amministrativa, Federica Fiordalisi, lanciano l’allarme sulle conseguenze derivate dal “drastico taglio” del personale amministrativo del Tribunale di Milano, dopo l’attuazione del decreto ministeriale 23 giugno 2026 concernente “Rideterminazione delle piante organiche del personale amministrativo non dirigenziale degli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione giudiziaria”.
Nel corso di una conferenza stampa al Palazzo di Giustizia, il presidente Roia, la dirigente amministrativa Fiordalisi e la presidente della sezione Gip Ezia Maccora spiegano che al Tribunale di Milano è stato assegnato “un contingente di personale pari a 891 dipendenti a fronte delle 1127 unità previste dalla precedente pianta organica, operando una riduzione di circa il 21%”.
In realtà, precisano, si tratta di “numeri sulla carta” perché, già prima dell’attuazione del decreto, il Tribunale milanese era in sofferenza perché il personale presentava “una scopertura di circa il 42%”. A oggi, sono effettivamente presenti “circa 617 persone, con una scopertura del 30%”. “In particolare, risultano fortemente penalizzate la famiglia professionale dei funzionari giudiziari, con una riduzione da 503 (163 ex funzionari giudiziari e 340 ex AUPP) a 406 unità e la famiglia dei cancellieri, con una riduzione da 406 (143 cancellieri esperti e 263 assistenti giudiziari) a 316 unità”, proseguono.
“Ciò risulta scarsamente intellegibile, soprattutto a fronte del dichiarato intento esplicitato nel decreto di soddisfare il crescente bisogno di professionalità con specifiche e più ampie competenze, indispensabili per favorire il processo di rinnovamento organizzativo in atto e perseguire la prioritaria esigenza di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato per il conseguimento degli obbiettivi previsti dal Pnrr”.
“In questa situazione, mi sento di dire che siamo in grosse difficoltà ad assicurare non solo gli obiettivi del Pnrr ma anche a mantenere alcuni servizi essenziali”, sottolinea Roia. Ad esempio, sul fronte dei reati Codice Rosso e sul fronte dell’immigrazione dove Milano “ha il maggior numero di procedimenti pendenti in Italia, circa 23mila, esattamente la metà del carico del Tribunale”. In assenza di risposte, per riuscire ancora a garantire i servizi essenziali, si dovrà probabilmente “ridurre il numero delle udienze sia al dibattimento che al gip, cercando di tamponare nei settori dove è più necessario: immigrazione, crisi d’impresa, famiglia e brevetti”. Per quanto riguarda i reati di violenza di genere, le difficoltà saranno principalmente sui tempi del processo, probabilmente allungati. “Meno tempo dura il processo prima si arriva all’accertamento, mentre dovendo allungare i tempi non avremo forse quelle risposte positive che abbiamo ora”, spiega la presidente Maccora.
MINISTERO “POTENZIATO ORGANICO TRIBUNALE CON 220 NUOVI POSTI”
In relazione alla situazione del personale amministrativo del Tribunale di Milano e nell’ambito delle iniziative volte al rafforzamento degli organici degli uffici giudiziari, il Ministero della Giustizia comunica di aver recentemente disposto un significativo incremento della dotazione organica del personale appartenente al comparto Funzioni Centrali. Tale intervento è stato successivamente completato dal Decreto ministeriale 23 giugno 2026, che ha portato a compimento un’ampia operazione di revisione e rideterminazione delle piante organiche del personale amministrativo non dirigenziale. Con decorrenza dal 1° luglio 2026, il provvedimento ha infatti definito la nuova distribuzione delle risorse tra gli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione giudiziaria, dando concreta attuazione alla rimodulazione della dotazione organica prevista dalla Tabella D allegata al d.P.R. n. 189/2025 e programmata nell’ambito del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO). In particolare, con riferimento alla pianta organica del Tribunale di Milano, si è provveduto a un ampliamento di 183 posti di Funzionario dei Servizi Giudiziari (ex AUPP), 13 posti di Tecnico di Amministrazione, 1 posto di Funzionario Contabile e 23 posti di Operatore Giudiziario. Alla luce di tale rideterminazione, si rileva un miglioramento del rapporto tra il personale amministrativo e il personale di magistratura, incrementato da 2,57 a 3,00.
L’Amministrazione ha poi programmato un imminente ulteriore scorrimento della graduatoria relativa al concorso per 2.600 unità area assistenti. Il consistente numero di rinunce registrato nel corso delle precedenti assegnazioni risulta influenzato da una circostanza peculiare: dei circa 1.000 candidati che non hanno preso servizio, a fronte delle 2.600 assunzioni previste a livello nazionale, circa 600 erano lavoratori già impiegati nell’Amministrazione della giustizia nell’ambito dei progetti PNRR, i quali, nelle more dello scorrimento della graduatoria, sono stati stabilizzati in profili dell’Area dei Funzionari. Ne consegue che il dato delle mancate prese di possesso registrato nella precedente tornata assunzionale risulta in parte condizionato da tale fenomeno straordinario e non ripetibile nelle medesime dimensioni. Pertanto, in occasione dei prossimi scorrimenti della graduatoria, è ragionevole attendersi una significativa riduzione delle rinunce e delle mancate prese di servizio. Infine va tenuto conto che, come evidenziato dall’ISTAT, il costo della vita è più alto nelle città del Nord e questo inevitabilmente si riflette sulla decisione dei vincitori del concorso di non accettare l’assegnazione negli uffici giudiziari del territorio.
– Foto xm4/Italpress –
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