ROMA (ITALPRESS) – Anche il digitale lascia la sua impronta. Dietro ogni ricerca online, domanda fatta all’IA, video guardato in streaming o file caricato in cloud si nasconde un impatto ambientale spesso poco conosciuto. Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio Giovani & Sostenibilità promosso da Angelini Industries in collaborazione con Quorum/YouTrend e CSA Research, in Italia quasi un under 30 su due (il 46%), considera gli impatti ambientali della tecnologia tanto gravi, quanto quelli associati ai combustibili fossili o alla deforestazione; una quota che scende al 41% nel resto della popolazione. Per i giovani, la prima azione da intraprendere consiste nel ridurre i consumi energetici dei nuovi dispositivi (45%). Per farlo il 64% dei giovani intervistati utilizza i propri device in maniera efficiente, mentre è presente, seppur in misura minore, anche la propensione verso soluzioni sostenibili e circolari come l’acquisto di smartphone e computer usati o rigenerati (22%).
Ampliando lo sguardo al rapporto dei giovani con la sostenibilità, il 57% degli Under 30 la considera legata principalmente alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane (un dato in aumento di 6 punti percentuali rispetto al 2025) e oltre un giovane su tre (il 34%) ritiene che significhi agire per promuovere congiuntamente tutela ambientale e benessere sociale. Quest’ultima quota registra una crescita di 8 punti percentuali rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, quando si attestava al 26%. Un approccio, quello dei giovani alla sostenibilità, che si riflette anche nelle scelte d’acquisto: la percentuale di giovani disposti a pagare un po’ di più, a parità di qualità, per un prodotto veramente sostenibile si attesta sul 60%, a fronte del 42% del resto della popolazione. Anche rispetto al boicottaggio verso i marchi ritenuti socialmente iniqui si registra un notevole scarto generazionale: il 47% degli Under 30 dichiara di averlo fatto, contro il 35% degli Over 30. Emerge però anche una componente scettica con un 56% degli intervistati convinto che gli obiettivi di sostenibilità siano destinati a non essere realizzati. Il 42% degli under 30 è convinto che spetti proprio alle nuove generazioni dare l’impulso maggiore alla sostenibilità, mentre, rispetto alla rilevazione dello scorso anno, passa dal 37% al 34% la quota di chi affida questa responsabilità alla politica e alle grandi potenze globali.
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