ROMA (ITALPRESS) – Difesa, sicurezza marittima e capacità di reagire alle minacce ibride stanno convergendo in una postura europea chiamata a trasformare più rapidamente le decisioni politiche in strumenti di risposta. È questa la trama che emerge dall’intervista rilasciata da Kaja Kallas al Corriere della Sera, dopo una giornata romana scandita dagli incontri con Papa Leone XIV e i ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani: un perimetro entro il quale Bruxelles cerca di costruire una risposta europea più coesa alle crisi che circondano l’Unione. L’Alta rappresentante parte proprio dall’udienza in Vaticano: “Sono stata onorata di incontrare il Papa e di discutere con lui così a lungo. Entrambi abbiamo a cuore la pace, ma anche la necessità di garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni e che sia fatta giustizia”. Al centro, precisa, “naturalmente la guerra in Ucraina, come ottenere una pace giusta e duratura“. Una prospettiva che, nella lettura di Kallas, non può prescindere dall’attuale postura di Mosca. “La Russia sta spingendo per un’escalation per creare paura nelle nostre società. Dobbiamo prepararci ai possibili attacchi”, afferma, sostenendo che “le minacce e gli attacchi ibridi che la Russia sta conducendo contro i nostri Paesi hanno l’obiettivo di intimidire gli Stati europei affinché smettano di sostenere l’Ucraina”. È in questa cornice che Bruxelles lavora al protocollo di sicurezza d’emergenza, una “piattaforma politica” che permetta di utilizzare gli strumenti disponibili “per combattere le minacce ibride, ma anche per prevenirle”, riunendo, secondo necessità, ambasciatori, ministri o leader.
La prevenzione investe direttamente anche il dominio marittimo. “Gli Stati membri hanno bisogno di proteggere” le infrastrutture critiche e ciò, osserva Kallas, “può essere fatto con l’aiuto degli altri Paesi e dell’Ue”. Da qui il raccordo con il colloquio con Crosetto, dedicato “alla difesa europea e a cosa possiamo fare di più a questo riguardo”, e con il dossier Aspides. “L’Italia e la Grecia sono i principali Paesi che forniscono navi”, ricorda l’Alta rappresentante, annunciando un primo rafforzamento: “La buona notizia è che il Belgio metterà a disposizione una nave e altri due Paesi stanno valutando di partecipare”. Kallas riconosce inoltre il peso italiano nelle missioni: “Sono molto grata all’Italia per le risorse fornite per le nostre missioni: un terzo di tutto il personale delle operazioni europee proviene dall’Italia”. Il filo torna così alla Russia e alle condizioni per una soluzione politica. “Non credo ci sia altra possibilità che esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché sia effettivamente disposta a sedersi e negoziare. In questo momento non lo è”, sostiene Kallas.
Ma l’agenda europea non si arresta al fianco orientale. Del colloquio con Tajani riferisce: “Abbiamo parlato molto di Africa”, dalle crescenti tensioni tra Eritrea ed Etiopia alla Somalia e al Sahel, “di come impegnarci con questi Paesi e di come possiamo fare di più“, oltre che di Balcani occidentali, Serbia, Russia e Ucraina. Il confronto ha riguardato anche il futuro del Servizio europeo per l’azione esterna: “Ho ricevuto anche dal ministro Tajani un documento con le proposte italiane”, spiega Kallas. “È molto positivo che ne discutiamo, perché tutti vogliono un’Ue più forte nel mondo”.
– foto IPA Agency –
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