CATANZARO (ITALPRESS) – Le Statistiche catastali 2025 dell’Agenzia delle Entrate confermano il ruolo centrale della proprietà immobiliare nell’economia italiana. Lo stock catastale nazionale supera i 79,5 milioni di unità immobiliari, delle quali oltre 68,4 milioni producono rendita catastale. Anche la Calabria conferma il peso del proprio patrimonio immobiliare, con oltre 1,4 milioni di abitazioni, più di 700 mila immobili del gruppo C – tra negozi, magazzini, autorimesse e laboratori – e oltre 37 mila immobili produttivi. Nella sola provincia di Catanzaro si contano 264.209 abitazioni, 134.622 immobili del gruppo C e 7.324 immobili produttivi, con una rendita catastale complessiva di circa 139 milioni di euro.
“Le Statistiche catastali 2025 – dichiara Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria – confermano che anche in Calabria la proprietà immobiliare costituisce uno dei principali pilastri della ricchezza privata. Dietro quei numeri non ci sono semplici dati amministrativi, ma il lavoro, il risparmio e i sacrifici di generazioni di famiglie. Proprio per questo preoccupa che, ogni volta che si torna a parlare di Catasto, riaffiori il timore di un suo utilizzo per aumentare ulteriormente la pressione fiscale sugli immobili. Sarebbe una scelta profondamente sbagliata. Il Catasto deve essere uno strumento di conoscenza del patrimonio immobiliare e di certezza dei rapporti giuridici, non il presupposto per nuove forme di tassazione”.
“L’Italia è già tra i Paesi europei nei quali la proprietà immobiliare sopporta uno dei carichi fiscali più elevati. Continuare a colpirla significa penalizzare il risparmio, scoraggiare gli investimenti, rallentare la riqualificazione del patrimonio edilizio e ridurre l’offerta di immobili destinati alla locazione. In Calabria tutto questo avrebbe effetti ancora più pesanti. Qui la casa rappresenta spesso il principale patrimonio delle famiglie e una fondamentale garanzia di sicurezza economica. Tassarla ulteriormente significherebbe sottrarre risorse ai cittadini e frenare lo sviluppo del territorio. La vera riforma non consiste nell’aumentare il prelievo fiscale, ma nel ridurlo. Occorre alleggerire la tassazione patrimoniale sugli immobili, semplificare gli adempimenti, garantire certezza del diritto e favorire gli investimenti. La proprietà privata non è un problema fiscale: è una risorsa da valorizzare, perché dove la proprietà è tutelata crescono anche la libertà, la responsabilità individuale e la prosperità economica”.
(ITALPRESS).












