Dr. Fauci, bersaglio ideale dell’America dalla verità sorvegliata

IPA50229198 - Dr. Anthony S. Fauci, "What...s Next: The Future with Bill Gates" (2024). Photo credit: Netflix

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Anthony Fauci, l’immunologo divenuto il volto della risposta americana al Covid e consigliere di presidenti democratici e repubblicani, può avere commesso errori, può avere cambiato indicazioni, pronunciato frasi infelici e mostrato vanità davanti a una fama improvvisa. Ma quello andato in scena mercoledì al Senato non è stato un esame serio degli errori commessi durante il Covid. È stato un processo politico.

Per quasi tre ore, un medico di 85 anni, ora in pensione, che ha servito il governo federale per oltre mezzo secolo è stato insultato, deriso e trattato come un criminale. Fauci ha invocato più di cento volte il Quinto Emendamento, rifiutandosi di rispondere ai senatori guidati dal libertario Rand Paul, che da anni conduce una personale crociata contro di lui e promette di mandarlo in prigione. Per Paul il verdetto era già scritto. Cercava soltanto una contraddizione con cui aggirare la grazia preventiva concessa da Joe Biden. Ma lo spettacolo offerto agli americani non cercava la verità. Era la costruzione di un nemico del popolo. Ed è proprio per questo che il processo a Fauci riguarda molto più di Fauci. Riguarda un’offensiva che oggi il trumpismo ha fatto propria contro l’America della conoscenza, della scienza, delle università, della cultura e soprattutto del servizio pubblico indipendente dalla politica.

Il messaggio è semplice: chi lavora per lo Stato non deve più servire i fatti, ma il potere. Lo scienziato non deve dire ciò che emerge dai dati, ma ciò che conviene al presidente. Il funzionario non deve difendere le istituzioni, ma obbedire. Il professore universitario, il giornalista, il medico e il ricercatore che rifiutano di adeguarsi rischiano di diventare i prossimi imputati. Per certi aspetti ricorda il metodo dei processi staliniani: si sceglie un simbolo, lo si isola, lo si processa umiliandolo pubblicamente e lo si usa per intimidirne altri cento.

Durante il Covid, Fauci divenne il bersaglio di Trump perché continuava a contraddire le sue fantasie. Trump sosteneva che il virus sarebbe scomparso, che meno test avrebbero significato meno casi, che forse si poteva sperimentare con i disinfettanti. Fauci ricordava invece che la scienza procede attraverso prove, dubbi, correzioni ed errori. Fu questa indipendenza, non una presunta cospirazione, a renderlo intollerabile. La pandemia era un territorio sconosciuto. Gli scienziati cambiarono indicazioni perché cambiavano le informazioni. Si può discutere dei lockdown, delle mascherine, delle scuole chiuse e delle origini del virus. Un’inchiesta seria dovrebbe invece servire a prepararsi meglio alla prossima pandemia, ma l’audizione del Senato cercava un colpevole.

Come ha ricordato Lawrence O’Donnell su MS NOW, Fauci era già stato accusato e perfino impiccato in effigie durante la crisi dell’AIDS negli anni Ottanta. Ma invece di criminalizzare gli attivisti che lo chiamavano assassino, andò a incontrarli e li ascoltò. Larry Kramer, il suo accusatore più feroce, divenne poi suo amico e sul letto di morte gli disse: “Ti voglio bene, Tony”. Fauci contribuì anche al programma americano contro l’AIDS in Africa, al quale vengono attribuite decine di milioni di vite salvate. George W. Bush gli assegnò la Medaglia presidenziale della Libertà. Trump stesso gli conferì un encomio per l’operazione Warp Speed.

Ora il trumpismo vuole riscrivere quella storia. Perfino il suo diario è diventato un’arma. Il ministro della Sanità Robert Kennedy Jr., tra i leader del movimento anti-vax, lo ha fatto recuperare dai computer governativi e consegnare a Rand Paul, che ne ha pubblicato oltre mille pagine. Che cosa vi hanno trovato? Che annotava la sorpresa per la propria notorietà, riceveva telefonate da Barbra Streisand e si meravigliava dei premi ottenuti. Tra questi c’era il Leonardo da Vinci Award della National Italian American Foundation, consegnato davanti a Robert De Niro, Al Pacino, Francis Ford Coppola e Leonardo DiCaprio. Perché non avrebbe dovuto esserne orgoglioso? Fauci, nato a Brooklyn da una famiglia di origini siciliane e napoletane, riceverà dalla stessa NIAF che lo premiò una parola pubblica in sua difesa ora che è diventato un bersaglio del potere trumpiano? Il processo a Fauci ha anche un’altra funzione: distrarre. Mentre il Senato trasformava un uomo di scienza in un mostro, la guerra con l’Iran continuava a peggiorare, i documenti Epstein rimanevano coperti dalle strisce nere e gli affari della famiglia Trump continuavano a confondersi con quelli dello Stato.

Intanto Jay Clayton è stato confermato alla guida dell’intelligence nonostante si fosse rifiutato di dire chiaramente che Joe Biden aveva vinto le elezioni del 2020. Todd Blanche, ex avvocato personale di Trump, resta invece bloccato al Senato, ma continuerà comunque a dirigere il Dipartimento di Giustizia come acting attorney general. Fauci diventa così il capro espiatorio perfetto per far parlare del passato e non di un presente che non porta voti ai repubblicani. Le elezioni di novembre saranno combattute sull’idea stessa di America. Tra chi vuole un Paese in cui la scienza resti indipendente dal potere e, quando serve, lo corregga. E chi invece si sente rassicurato da un potere che decide, di volta in volta, quale sia la verità più conveniente.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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