di Andrea Colucci
ROMA (ITALPRESS) – Dal 23 al 25 settembre la Fiera di Rimini ospiterà la prima edizione di BEX – Beyond Exploration Expo, appuntamento dedicato alla Space Economy e all’incontro fra tecnologie spaziali, industria e ricerca. I numeri annunciati – oltre duecento imprese, PMI e startup, insieme a istituzioni, agenzie e centri scientifici – raccontano un settore ormai uscito dalla sua dimensione specialistica e diventato una componente concreta dell’economia contemporanea. È una crescita che va salutata con favore.
Lo spazio produce innovazione, servizi, conoscenza, occupazione qualificata e applicazioni decisive anche sulla Terra. Ma proprio perché la frontiera si allarga, non possiamo limitarci a misurarne il valore in investimenti e fatturato. La Space Economy, per essere davvero anche una “peace economy”, deve fondarsi su cooperazione, sostenibilità e responsabilità. E, soprattutto, su regole certe.
La Space Law non è più una materia per pochi giuristi. L’aumento dei soggetti privati, le costellazioni satellitari, il traffico orbitale, i detriti, la sicurezza delle infrastrutture, l’uso delle risorse extraterrestri e la possibile sovrapposizione fra attività civili e militari pongono questioni che la tecnologia, da sola, non può risolvere. I grandi trattati delle Nazioni Unite restano il fondamento del diritto spaziale, ma furono concepiti in un’epoca dominata dagli Stati e da un numero ristretto di missioni.
Oggi servono norme più aggiornate, coordinate e prevedibili, capaci di tutelare l’interesse collettivo senza soffocare l’innovazione. In questa direzione si muove anche l’Europa, con la proposta di uno Space Act orientato a sicurezza, resilienza e sostenibilità delle attività spaziali. Anche l’Italia ha compiuto un passo rilevante con la legge n. 89 del 2025, che disciplina l’accesso allo spazio da parte degli operatori e definisce un quadro nazionale di autorizzazioni, responsabilità e vigilanza.
È un passaggio importante, perché un mercato può crescere davvero soltanto quando operatori, investitori e istituzioni conoscono con chiarezza diritti, obblighi e responsabilità. L’assenza di regole non crea libertà: crea incertezza, vantaggi per i più forti e rischi che, nello spazio, possono ricadere su tutti. Per questo è particolarmente significativa la presenza del CIRA al BEX. Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali non porta soltanto competenze tecnologiche, ma può contribuire a un confronto nel quale ricerca e diritto procedano insieme.
La prevista tavola rotonda sulla Space Law assume, in questo quadro, un valore che va oltre il singolo evento. Anche la guida del presidente Tommaso Edoardo Frosini, giurista e costituzionalista da tempo attento alle trasformazioni prodotte dalle nuove tecnologie, rende naturale questo impegno.
Rimini può dunque essere non soltanto la vetrina di ciò che l’industria spaziale è in grado di fare, ma anche il luogo in cui chiedersi come farlo e nell’interesse di chi. La nuova corsa allo spazio avrà bisogno di motori, satelliti e capitali. Ma avrà bisogno, con la stessa urgenza, di diritto, responsabilità e visione pubblica. Senza queste condizioni, la conquista di nuovi mercati rischia di essere prevalente rispetto alla costruzione di un ordine condiviso
-Foto IPA Agency-
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